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A Natale La Birba c'è con tantissimi regali per te!

  • Festeggiamo i 20 della Birba con un regalo di Natale esclusivo: l'agenda LA BIRBA 2018.
    Potrai riceverla in ogni punto vendita La Birba con una spesa minima di 70 €
    Promozione riservata ai possessori di Birba vip card e valida fino ad esaurimento scorte.
    Affrettati!
     
  • E come vuole la tradizione anche quest'anno La Birba vi propone il CALENDARIO D'AVVENTO : ogni giorno la casella corrispendente rivelerà un racconto, una curiosità, un video, una canzone, un gioco o una storia vera riguardante il Natale. Imperdibile!
     
  • Non poteva nemmeno mancare la simpatica lettera a Babbo Natale da scaricare seguendo il link.
    Divertevi a compilarla con i vostri bimbi e chissà quanti desideri vi troverete a leggere.
     
  • Ma poi Babbo Natale come arriverà a portare i regali? Dal camino? Dalla porta? Dalla finestra? Per scoprirlo basterà mettergli a disposizione la Christmas card che troverete in tutti i negozi La Birba!
     
  • E infine ecco il Presepe da costruire firmato La Birba. Clicca sui link sfondo presepe e figure da ritagliare salva le immagini sul desktop del tuo computer. Ora puoi aprirle e stamparle su un cartoncino rigido o incollarle su un cartone. Ritaglia le figure lungo la linea tratteggiata e piega le basi in modo da farle stare dritte. Le figure senza base puoi incollarle al cielo e alla capanna!

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La leggenda del Pupazzo di Neve

Lo chiamano Pupazzo di Neve, Frost o Snowman, ma questo omino ghiacciato da dove viene?
La sua storia nasce da molto lontano, Bob Eckstein ha addirittura scritto un libro su di lui, The History of the Snowman, in cui racconta le sue origini. Il primo ritratto documentato risale al 1380, trovato in un antico Libro delle Ore e ora custodito in una biblioteca dell’Aia. Il Pupazzo appare poi in diverse stampe del Cinquecento, prima di essere celebrato da Hans Christian Andersen nel racconto pubblicato il 2 marzo 1861 in cui L’uomo di neve si innamora perdutamente di una stufa e finisce liquefatto da un vento caldo. Negli anni ’50 l’editoria e la discografia americane rispolverano l’omino di neve e proprio il 14 dicembre 1950 esce Frosty the Snowman, la celebre canzone scritta da Steve Nelson e Jack Rollins e interpretata da Gene Autry (lo stesso che l’anno prima aveva portato al successo la canzone dedicata a Rudolph la renna dal naso rosso) e in contemporanea viene pubblicato l’omonimo libro scritto da Annie Nord Bedford e illustrato da Corinne Malvern. Il pupazzo di neve di Andersen rappresentava il simbolo della forza dell’inverno, era legato al destino delle stagioni, alla nascita e alla morte. Nella fiaba del 1950 la metafora della morte viene eliminata e l’omino di neve anziché sciogliersi per amore, all’arrivo del caldo se ne va per ritornare l’anno successivo.
Leggi tutta la storia di oggi 14 dicembre nel CALENDARIO D'AVVENTO

La leggenda del Pupazzo di Neve
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La Stella di Natale: dagli Aztechi ai giorni nostri

L’Euphorbia pulcherrima cresce spontaneamente in America centrale e può raggiungere un’altezza di oltre 5 metri. In Messico la pianta era associata al Natale già dal XVI secolo ed i suoi fiori Flores de Noche Buena – Fiori della Notte Santa – sono presenti in varie leggende anche molto antiche.
Gli Aztechi la chiamavano Cuetlaxochitl – fiore di pelle – la utilizzavano come pianta decorativa per abbellire i loro templi e la adoravano come simbolo di vita nuova. La pianta veniva apprezzata anche per le sue molteplici proprietà, il suo pigmento rosso era utilizzato per tessuti e cosmetici; mentre la sua linfa lattiginosa veniva lavorata per produrre un preparato antipiretico. Secondo una popolare leggenda la Cuetlaxochitl, che era la pianta preferita di Montezuma, doveva il colore rosso delle foglie superiori al sangue di una dea azteca, che morì di dolore per un amore non corrisposto. Secondo la leggenda alcune gocce del suo sangue cadendo sulle foglie della pianta le avrebbero donato il colore rosso che tanto la contraddistingue.

La Stella di Natale: dagli Aztechi ai giorni nostri
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Un sorriso di Natale con la pecora Shaun

Cosa succede in una tranquilla fattoria inglese se una pecora si accorge che l’amato fattore è triste e sconsolato all’idea di passare il Natale solo e con le lucine bruciate del suo misero alberello?
Non resta che guardare il tenero e a tratti esilarante episodio We Wish Ewe A Merry Christmas di Shaun and Sheep, il geniale cartone animato britannico di Nick Park realizzato in stop-motion e nato come spin-off di Wallace e Gromit.

La serie racconta della vita in una piccola fattoria inglese, vivacizzata dalla pecora Shaun, che coinvolge le altre pecore e gli animali da cortile in strane avventure. Con l’aiuto del cane da pastore Bitzer, dotato di berretto blu, fischietto e thermos del tè; che malgrado i tentativi di apparire autoritario è un custode tollerante e amichevole e la totale inconsapevolezza dell’allevatore, solitario e tranquillo proprietario della piccola fattoria, che non ha alcuna idea di quanto accada a causa di una fortissima miopia che spesso gli confonde la percezione della realtà.

Leggi tutto e gua il video di oggi 12 gennaio nel CALENDARIO D'AVVENTO

Un sorriso di Natale con la pecora Shaun
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