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Bambini all'aperto col freddo e nanna sotto zero

Chi l’ha detto che il freddo fa ammalare? Molte persone sono convinte che portare i bambini all’aperto nei giorni più freddi li esponga al rischio di malattie ed influenze. La verità è che il freddo non fa ammalare, la vera causa del raffreddore invernale, che è una forma virale, è il chiudersi in ambienti chiusi affollati di gente.

Ci si ammala in casa non fuori!

Nei paesi nordici, dove le temperature possono scendere ben oltre lo zero, esiste addirittura la pratica della nanna sotto zero, in molte città, dalla Danimarca alla Finlandia, non è insolito trovare file di passeggini allineati all’ingresso dei negozi.

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Bambini all'aperto col freddo e nanna sotto zero
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Pippi e Cane di Pezza – tutto il racconto

Ti auguriamo uno splendido e meraviglioso Buon Natale con l’ultimo dono di avvento: la copertina del racconto Pippi e Cane di Pezza e l’intero libro in pdf da leggere tutto d’un fiato!

Auguri da tutto lo staff La Birba!

Puoi scaricare la copertina in PDF e stamparla per comporre il tuo libro.
Pippi e cane di pezza – copertina

E qui puoi trovare il racconto completo in PDF!
Pippi e cane di pezza – tutto il racconto

Pippi e Cane di Pezza – tutto il racconto
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Il biglietto della Fata dei Giochi – capitolo 24

Era la Vigilia di Natale. La cena era finita e Pippi stava aprendo i suoi regali. Mancava solo quello di papà. Lui le diede il pacco dicendole:
– Vedrai, ti piacerà!
Pippi slegò il fiocco e aprì la carta facendo attenzione a non romperla. Vide spuntare una zampa di panno. Non ci poteva credere…
Strappò la carta e tirò fuori Cane di Pezza, lo strinse con tutta la forza che aveva. Poi si buttò al collo di suo padre.
– Papà! L’hai ritrovato! Come hai fatto?
– È una lunga storia, un giorno te la racconterò, anche se credo di non conoscerla proprio tutta..
Pippi era felicissima, stringeva il suo peluche preferito e pensava che quello era il più bel Natale della sua vita.

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Il biglietto della Fata dei Giochi – capitolo 24
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Il rapimento – capitolo 23

Sì, anch’io ho odiato quella donna…

Cane di Pezza era confuso. Un’attimo prima era al settimo cielo all’idea di riabbracciare la sua Bimba Profumata ed ora si ritrovata sbatacchiato nella borsa di una donna che faceva venire i brividi solo a guardarla.
Chi diavolo era questo essere immondo? E cosa voleva da lui? La sentiva borbottare che nessuno al mondo le avrebbe mai impedito di prendere quel che voleva, che la prossima volta quella stupida del negozio avrebbe fatto bene a darle subito quel che chiedeva.

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Il rapimento – capitolo 23
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Perché la porta sbatte? – capitolo 22

La Signora del Negozio stava aprendo la scatola appena arrivata.
Era emozionata e stava ripensando all’incredibile vicenda di quel giocattolo perduto.
– Eccoti finalmente, Cane di Pezza! Dopo mille peripezie sei tornato nella tua città e vedrai che fra poco verranno a prenderti…
Cane di Pezza era talmente felice che sentiva vibrare tutta l’imbottitura. Non vedeva l’ora di stringere Bambina Profumata e di rivedere tutti i giocattoli della sua scatola preferita. Ripensava a Monkey e agli Elfi e alla Fata dei Giochi e a quel luogo meraviglioso che aveva avuto la fortuna di conoscere.
La Signora del Negozio prese una penna e scrisse qualcosa nel cartellino legato alla zampa di Cane di Pezza.

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Perché la porta sbatte? – capitolo 22
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L’albero di Natale – capitolo 21

Era il primo giorno delle vacanze di Natale. Pippi adorava le vacanze di Natale. Si poteva dormire molto di più, aveva un sacco di tempo per giocare e poi era il momento in cui si facevano l’albero di Natale e il Presepe.
Pippi si alzò dal letto e si precipitò in cucina per la colazione.
Il padre era davanti al computer e stava sorridendo. Aveva appena finto di leggere il messaggio di Ragazza col Tatuaggio. Era davvero felicissimo, ma aveva pensato di non dire nulla a Pippi e di farle una sorpresa il giorno della vigilia di Natale.

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L’albero di Natale – capitolo 21
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Un pacco da spedire – capitolo 20

La Ragazza col Tatuaggio appena entrata nel suo negozio fece una telefonata.
– Oggi mi è successa una cosa stranissima e mi devi assolutamente aiutare – disse parlando al telefono.
Stava parlando con una sua amica che aveva un negozio come il suo proprio nella città di Pippi. Le raccontò di come avesse letto l’annuncio della scomparsa di Cane di Pezza e di come lo avesse ritrovato nel giro di pochi minuti. Era ancora incredula e le chiedeva se, vista la distanza che le separava, poteva spedirle il prezioso giocattolo per poterlo restituire ai suoi proprietari quanto prima. Fu ancora più stupita quando Signora del Negozio, perché di lei si trattava, le disse che proprio quel giorno erano venuti da lei una bimba col padre chiedendo se qualcuno le avesse portato Cane di Pezza.

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Un pacco da spedire – capitolo 20
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Chi manca – capitolo 19

È stata una bella giornata, pensava Pippi, mentre preparava la cartella per il giorno dopo. Aveva tolto i giocattoli che secondo lei il padre le aveva messo di nascosto, chiedendosi cosa mai ci avrebbe ritrovato il giorno successivo.

Gli voleva davvero bene, era il papà migliore che si potesse desiderare e la mamma non le era mai mancata, anche perché non l’aveva mai conosciuta. Papà diceva che si erano voluti bene solo per qualche giorno. Quando era sparita lui aveva provato a cercarla, ma lei non rispondeva più al telefono. Dopo un anno si era presentata con Pippi in braccio. Non gli aveva detto nulla della bimba perché non voleva obbligarlo a stare con lei. Diceva che le avevano offerto un lavoro dall’altra parte del mondo e, anche se le dispiaceva moltissimo, non poteva più occuparsi di una bimba di tre mesi. Così, da un giorno all’altro, lui si era ritrovato padre di una minuscola bimba coi capelli rossi.

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Chi manca – capitolo 19
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Il viaggio di Cane di Pezza – capitolo 18

Nel frattempo, a molti chilometri da Pippi, la Ragazza col Tatuaggio suonava la piccola campana dorata che pendeva dalla porta della Tana dei Giochi e, mentre si chiedeva perché mai le fosse venuta l’idea di passare da lì con tutto quello che aveva da fare in negozio, apparve la vecchina ad aprire la porta.

– Ben arrivata, giovane amica! – disse la vecchina
Che strano, pensò la ragazza, sembra quasi che mi stesse aspettando.

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Il viaggio di Cane di Pezza – capitolo 18
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Un incontro da brividi – capitolo 17

– Ehi bellezza, Sto cercando peluche da collezione? Ne hai? – disse spazientita la Signora Grassa dopo aver spinto via Pippi.
La Signora del Negozio stava preparando il pacchetto del regalo che Pippi aveva scelto per il compleanno. Diede un’occhiataccia alla nuova entrata e le disse in modo brusco:
– Un attimo prego, sto servendo queste persone – e rivolgendosi al padre della bimba – Mi diceva che avete smarrito un peluche di pezza a forma di cane, per ora non ne abbiamo, ma provate a ripassare: ogni giorno ci portano qualcosa…
La Signora Grassa grugnì, guardò la bimba e chinandosi su di lei disse:
– Ma povera bambina, hai perduto un gioco? Magari lo troverai domani! – disse in tono di scherno mentre le strizzava la guancia – Se non lo trovo prima io… – aggiunse sottovoce.

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Un incontro da brividi – capitolo 17
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Il segreto dei Carillon – capitolo 16

Fata dei Giochi si era seduta su una grande poltrona rossa. Di fronte alla poltrona c’era un tavolino di legno con sopra una sfera di cristallo. All’interno della sfera c’erano un albero argentato che celava un Carillon magico. Fata dei Giochi raccoglieva un giocattolo dalla cesta, lo sistemava di fronte alla sfera e aspettava che il Carillon suonasse. Faceva molta attenzione alle note che sentiva, poi diceva qualche parola e passava al gioco successivo.
Finalmente venne il turno di Cane di Pezza. La Fata, dopo aver ascoltato le note del Carillon disse:
– Molto interessante… – afferrò la sfera magica, caricò la molla e, mentre il Carillon suonava, disse al peluche:
– Ti stanno cercando, piccolo amico. Ho inviato il tuo messaggio, ora non resta che attendere.

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Il segreto dei Carillon – capitolo 16
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L’allarme – capitolo 15

Intanto nel negozio di giochi usati, Pippi stava cercando un regalo di compleanno, mentre Spongebob e Omino dei Lego erano ancora alle prese con la loro missione segreta. Nascosti dentro la cartella, si sporsero dall’unico lato che rimaneva aperto. Da lì potevano vedere solo un piccolo elefantino di legno con le ruote e la corda per tiralo.
– Ehi Elefante… – sussurrò Spongebob – Elefante, ascoltaci. Abbiamo bisogno!
Dal canto suo Elefante non muoveva nemmeno una scheggia, aveva dato appena una sbirciata ai due giocattoli che si intravedevano dalla cartella.
– Ehi, psst, Elefante… Devi ascoltarci!
– Zitti voi due, siete fuori di testa! È pieno giorno e siamo in presenza di umani, ci farete scoprire – sussurrò
– È un caso di emergenza, stiamo cercando un giocattolo perso!

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L’allarme – capitolo 15
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La Stanza Magica – capitolo 14

Quel che ho saputo della Tana dei Giochi e della sua Stanza Magica è a dir poco sbalorditivo. Il Carillon, ad esempio, era un meccanismo stupefacente. Aveva il potere di mettersi in contatto con tutti i Carillon della terra per comunicare perdite e ritrovamenti dei giocattoli. Ogni volta che un Elfo suonava il suo Carillon, in un punto qualunque del globo un altro rispondeva al richiamo. Lo sanno tutti che i Carillon alle volte si mettono a suonare anche se nessuno li ha caricati. È capitato a chiunque almeno una volta nella vita, di entrare in una stanza e sentire le note di un Carillon che suona da solo. A me è capitato e, grazie a questo racconto, ho finalmente capito il motivo! È la risposta a un richiamo che arriva da lontano!

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La Stanza Magica – capitolo 14
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Chi cerca trova? – capitolo 13

Pippi era quasi pronta per andare a scuola, aveva fatto colazione, si era vestita, si era lavata i denti ed era seduta sullo sgabello del bagno mentre il papà le pettinava i capelli. Papà era diventato molto bravo con la spazzola, non le tirava mai i capelli e dire che i suoi riccioli erano davvero difficili da pettinare!

Con i suoi codini, di cui andava tanto orgogliosa, era arrivata in classe e mentre rovistava nella cartella per trovare l’astuccio e il quaderno si era accorta che in fondo c’era il pupazzo di Spongebob. Dell’Omino dei Lego, invece, non si accorse. Credo fosse finito nascosto sotto ad un libro. Era assolutamente sicura di non averlo messo lì dentro.

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Chi cerca trova? – capitolo 13
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La Porta degli Elfi - capitolo 12

Cane di Pezza pensava che se mai avesse fatto ritorno a casa avrebbe avuto un sacco di cose da raccontare a tutti. Ora gli mancavano anche i suoi amici giocattoli, gli mancava Spongebob, Elsa, la scatola di costruzioni, gli mancava persino quello scontroso di Orso. Già, Orso era con Pippi da molto tempo, ma non aveva mai accettato fino in fondo che la sua amica fosse lei e non Masha.

In quel mentre la tenda dietro il bancone si mosse, era Occhi Vispi: mise tutti i nuovi arrivati in una cesta, scostò la tenda ed entrò in una stanza enorme.

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La Porta degli Elfi - capitolo 12
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La spedizione – capitolo 11

L’omino dei Lego aveva spiegato a Celestia come stavano le cose. Le aveva detto che lei era un giocattolo e che era anche molto fortunata; Pippi, che non era affatto un nano coi codini, era l’umana migliore che gli potesse capitare in sorte. Era buona e gentile e aveva molta cura dei suoi giocattoli. C’era voluto molto tempo per convincerla che nel suo futuro non ci sarebbe stata nessuna foresta incantata, che non avrebbe fatto sorgere il sole e la luna e che il suo unico compito era rendere felice Pippi.
Celestia era davvero stranita, tutto quello che sapeva era dunque una menzogna? Un inganno? Doversi accontentare di essere un giocattolo era già estremamente imbarazzante, in più gli altri giochi non smettevano di guardarla e ridacchiare tra di loro. Era proprio una brutta giornata per lei!

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La spedizione – capitolo 11
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La Tana dei Giochi – capitolo 10

Occhi Vispi raccolse delicatamente Cane di Pezza dai rifiuti. Era un ragazzetto sorridente, di statura piccola. Indossava un grande cappello di lana dal quale uscivano due ciuffi di capelli rossi come il fuoco.
– Già è proprio un giorno fortunato per te, stiamo andando alla Tana dei Giochi!
Cane di Pezza non sapeva esattamente cosa fosse ma, Occhi Vispi lo stringeva al petto e quell’abbraccio lo faceva stare bene.

Arrivarono davanti a una piccola bottega. La minuscola vetrina era piena di giocattoli. Occhi Vispi afferrò una cordicella dalla quale pendeva una piccola campana dorata. La fece suonare tre volte.

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La Tana dei Giochi – capitolo 10
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Gli amici di Cane di Pezza – capitolo 9

Unicorno era molto confuso. S’immaginava che una volta uscito dalla scatola, avrebbe cavalcato nelle foreste, avrebbe compiuto gesta eroiche. E invece era finito in un’altra scatola, sì un po’ più grande in effetti, ma non era proprio quello che si aspettava. Il suo compito era rendere immortali, far sorgere il sole, mica dormire sul cuscino, anzi un po’ più in là, di un nano coi codini.
– Eccone uno nuovo…
La voce proveniva dal pavimento e fece trasalire Unicorno.

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Gli amici di Cane di Pezza – capitolo 9
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Chi ha preso Cane di Pezza? – capitolo 8

Il viaggio in bicicletta durò pochi minuti, ma a Cane di Pezza sembrò durare un’eternità, gli girava la testa e continuava a sobbalzare a ogni buca e ad ogni curva, sapeva che doveva aspettare il momento giusto per saltare fuori e con tutto quel trambusto non era sicuro di riuscire a capire il gesto di Monkey. Ad un tratto vide la faccia del gorilla spuntare davanti a sé
– Vai pupazzo, buttati. Ora! – tuonò – e buona fortuna…

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Il gioco nuovo di Pippi

Pippi aveva ricevuto molti regali per il suo compleanno: un paio di pattini a rotelle, un berretto con una sciarpa, un libro di fiabe, un mappamondo e un peluche a forma di unicorno. I nonni poi le avevano regalato una bellissima scatola di colori a matita, non quelli che per colorare dovevi spingere forte e si rompeva la punta. Erano matite con la punta morbida, con quelle potevi calcare poco e i fogli non si sgualcivano. Le piaceva molto quel periodo dell’anno, prima si festeggiava il suo compleanno e dopo pochi giorni il Natale e anche se spesso le dicevano che il regalo grande sarebbe arrivato sotto l’albero, non le importava molto.

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Il gioco nuovo di Pippi
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La fuga – capitolo 6

Monkey accennò ad un sorriso, cioè, non era proprio un sorriso ero solo meno imbronciato del solito. In fondo il gorilla non era così burbero come sembrava…

– È un’idea folle, potrebbe finire malissimo, ma se sei disposto a rischiare possiamo provarci. – disse Monkey – So che c’è un posto qui in città in cui salvano i giocattoli, dicono che ci sia una vecchina che passa il tempo a recuperare giochi persi o rotti, li sistema, li pulisce, li aggiusta e poi trova per loro una nuova sistemazione. Non so se sia in grado di farti ritrovare la tua Bimba Profumata, ma è l’unica possibilità che abbiamo.
Cane di Pezza si lanciò al collo del gorilla, lo abbracciò con tutta la forza aveva.

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La fuga – capitolo 6
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Il compleanno di Pippi – capitolo 5

Pippi stava preparando la tavola. Metteva i piatti, i bicchieri e i tovaglioli. Di lì a poco sarebbero arrivati i suoi amici per la festa, era il giorno del suo ottavo compleanno. Le piaceva molto aiutare il papà a preparare tutto, disponeva ogni cosa in modo ordinato e preciso, la pila di bicchieri di destra doveva essere uguale a quella di sinistra, i biscotti al cioccolato da una parte, quelli alla marmellata dall’altra. Ormai era tutto pronto e quel giorno era un po’ meno triste. Il viaggio di ritorno Pippi lo aveva passato contando gli alberi e le case che passavano velocemente fuori dal finestrino. Ogni cosa era un passo in più che la allontanava da Cane di Pezza.

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Il compleanno di Pippi – capitolo 5
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L’incontro – capitolo 4

Se ne erano andati tutti, finalmente. Cane di Pezza scese dallo scaffale lentamente, il suo movimento era quasi impercettibile. Dopotutto si trovava in un luogo completamente sconosciuto, non sapeva cosa avrebbe potuto trovare. La camera pareva deserta, ma lui avvertiva una presenza, come se qualcuno lo stesse osservando. Le orecchie gli tremavano.

Sentì un rumore dietro di lui. Era paralizzato dalla paura.

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L’incontro – capitolo 4
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Pippi torna a casa – capitolo 3

Erano passati due giorni. Due giorni senza Cane di Pezza. Stavano tornando dalla stazione. Nessuno aveva riportato un peluche a forma di cane, diceva il signore col Cappello. Pippi stava dietro le gambe del padre, quell’uomo le faceva davvero paura. Anzi, era convinta che Cane di Pezza fosse lì, prigioniero.
Sono andato a controllare in tutti gli scaffali – disse il padre – credimi, lì non c’è altrimenti l’avrei trovato. Ora cerchiamo un negozio di giocattoli e ne compriamo uno nuovo! –
Uno nuovo? Lei non voleva un peluche nuovo, lei voleva Cane di Pezza! Chi mai avrebbe voluto un pupazzo nuovo dopo aver conosciuto lui.

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Pippi torna a casa – capitolo 3
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Dov’è finito Cane di Pezza? – capitolo 2

Di quel che successe a Cane di Pezza mi è stato raccontato tutto, o quasi. Pippi era in braccio al papà e stavano per scendere dal treno, lui era lì tra di loro e penzolava da un lato. La ressa della gente che doveva salire sul treno fece il resto. La zampa del pupazzo si impigliò nel velcro dello zaino di un ragazzo che, con uno strattone, lo sfilò involontariamente dalle mani della bimba addormentata. Il ragazzo andò al deposito di biciclette e non fece certo caso ad una bimba in lacrime davanti alla porta dell’ufficio oggetti smarriti. Prese la sua bici, pedalò per mezza città e solo a casa, mentre buttava lo zaino sul letto si accorse del buffo Pupazzo appiccicato. Lo prese in mano, chiedendosi come avesse fatto ad arrivare fin lì e lo gettò su uno scaffale.

Scopri ogni giorno un capitolo di Pippi e cane di pezza sul Calendario d'avvento e stampa il capitolo 2 del tuo libro!

Dov’è finito Cane di Pezza? – capitolo 2
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Pippi e cane di Pezza - capitolo 1

C’era un monte enorme, attraversato da un binario lunghissimo e un treno rosso e una carrozza e uno scompartimento. Pippi sedeva sul suo seggiolino, con le gambe penzoloni e gli occhi che si chiudevano. Ci provava a tenerli aperti, ma era davvero difficile. Cane di Pezza era lì con lei, stretto tra le sue mani. Di quello che accadde poco dopo non so dire molto, so solo che l’uomo la prese in braccio, lei, il suo Cane e lo zainetto da viaggio, scesero dal treno e quando Pippi aprì gli occhi Cane di Pezza era sparito. Scomparso.

Scopri ogni giorno un capitolo di Pippi e cane di pezza sul Calendario d'avvento e stampa il capitolo 1 del tuo libro!

Pippi e cane di Pezza - capitolo 1
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La favola di Re Gino, il gatto che ha cambiato un paese

C’era una volta un gatto color cipria di nome Gino che abitava in quel di San Giovanni in Persiceto, un comune della provincia di Bologna di circa 30.000 abitanti. Gino viveva con la sua mamma umana nel centro storico del paese, ma era uno spirito libero e non poteva rimanere chiuso tra le 4 mura di casa.
Gli piaceva gironzolare per le strade del centro. E fu così che cominciò a frequentare regolarmente il municipio, i negozi (dove capitava anche di passare tutta la notte), i bar, le panchine degli umarel. Il suo fare curioso e la sua simpatia conquistarono in poco tempo tutto il paese.

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I Birbamostri sono tornati!

Il nostro viaggio mostruoso si conclude con Octo il polpo tentacolare del mese di novembre! Chissà se il 2019 ci porterà degli altri Birbamostri magnetici, intanto godiamoci questi simpatici 8 soggetti stralunati.
Dal 16 al 30 novembre tutti i possessori di Vipcard che effettueranno un acquisto minimo di 20 euro nei negozi La Birba riceveranno subito in regalo Octo, ottavo ed ultimo mostro magnetico da collezionare!

Affrettati, la promozione è valida fino ad esaurimento scorte!

I Birbamostri sono tornati!
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BACK TO SCHOOL - Gli outfit La Birba per i primi giorni di scuola

È settembre, la scuola ricomincia, c’è chi tira un sospiro di sollievo, chi teme il fatidico primo giorno, chi sono settimane che ha già preparato tutto l’occorrente e chi non sa ancora come vestire il pupo. Per i ritardatari, per le mamme che son tornate dalle vacanze da pochi giorni e per chi deve ancora riempire il guardaroba, proponiamo alcuni esempi di Outfit Back to School che potete trovare nei negozi La Birba.
 

BACK TO SCHOOL -  Gli outfit La Birba per i primi giorni di scuola
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Come vestire i propri figli senza spendere?

Ecco un bellissimo articolo dal Blog di Missclaire su come vestire bene i propri bimbi con abbigliamento di qualità senza spendere troppo. L’autrice suggerisce qualche trucco per comprare abiti firmati praticamente a costo zero.
Buona lettura!

Da quasi 8 anni c’è un “nuovo inquilino” in casa mia mio figlio Giovanni. Per far sì che sia sempre vestito bene, senza spendere troppo, ho affinato negli anni una tecnica. Quale? Ora ve la spiego! Da alcuni anni in Italia, e non solo, esistono catene di negozi (come La Birba presente sul territorio nazionale) che comprano e vendono vestiti usati e articoli per la puericultura.

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Come vestire i propri figli senza spendere?
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La maestra che si è fatta disegnare l’abito dai suoi alunni

Quando finiscono le scuole i nostri bimbi sono molto contenti, ma l’inizio delle vacanze porta sempre anche un po’ di nostalgia: per tre mesi non vedranno più (o almeno non così di frequente) i loro compagni e amici. Per le maestre il periodo estivo coincide con un meritato riposo, ma evidentemente, almeno per alcune di loro, stare lontane dai propri scolari non è poi così facile. È il caso di un’insegnante americana che ha trovato un modo originale e creativo per non dimenticarsi dei suoi alunni anche durante l’estate!

La maestra che si è fatta disegnare l’abito dai suoi alunni
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La Prof manca 2 giorni da scuola e i suoi studenti le salvano la vita

La prof si sente male a casa, gli studenti non vedendola a scuola si preoccupano e mandano qualcuno a cercarla.

«Mercoledì scorso avevamo lezione con lei – racconta Alfonso, uno dei suoi studenti – e non è venuta. Un fatto veramente strano. Non ha mai fatto neppure cinque minuti di ritardo. È venuta a scuola anche quando è nevicato. Ci siamo preoccupati. Doveva essere successo per forza qualcosa e abbiamo deciso di chiedere aiuto ad un professore»

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La Birba festeggia 20 anni con i Birbamostri

Continua la collezione dei Birbamostri! Dal 16 al 31 maggio tutti i possessori di Vipcard che effettueranno un acquisto minimo di 20 euro nei negozi La Birba riceveranno subito in regalo Trolly il terzo dei mostri magnetici da collezionare!

Vuoi conoscerlo meglio? Vai al blog Alla Birba c'è

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La Birba festeggia 20 anni con i Birbamostri
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Perché a Pasqua si regalano uova di cioccolato?

L’usanza di scambiarsi uova (di gallina) ha origini molto lontane, oltre ad essere un alimento energetico, per gli antichi l’uovo, che racchiudeva la vita al suo interno, aveva un grande significato simbolico. Pare che i Persiani durante le celebrazioni della primavera avessero l’abitudine di scambiarsi delle uova in segno di rinascita a nuova vita. Per gli antichi Egizi l’uovo era invece l’origine di tutto e il fulcro dei quattro elementi; aria, acqua, terra e fuoco. 

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10 regole per vivere felici: imparare il “nexting”

Il nexting è un metodo, ideato dallo psichiatra Michel Lejoyeux, che consiste nella capacità di prepararsi all’avvenire sorridendo. Imparare ad aspettarsi il meglio, a viverlo, a visualizzarlo è un modo per ottenerlo; fare un po’ di nexting ci aiuterà a vivere meglio e ad essere più felici. Secondo il medico francese il nostro cervello è la migliore arma contro la depressione. Questo organo trabocca di energia, basta che impariamo a lavorare bene con lui e ad allenarlo per stare sempre meglio. Leggi l'articolo sul blog Alla Birba c'è 

10 regole per vivere felici: imparare il “nexting”
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Wang Manfu, il bimbo cinese che sfida il gelo per andare a scuola

I suoi compagni l’hanno soprannominato Fiocco di neve, è un bambino di 10 anni che ha percorso 4 chilometri alla proibitiva temperatura di -9 gradi, pur di andare a scuola. Quella di Wang è una storia che fa riflettere, soprattutto noi genitori che ci preoccupiamo se i nostri bambini percorrono a piedi poche centinaia di metri con i loro “pesantissimi” zaini… Leggi tutto sul blog Alla Birba c'è

Wang Manfu, il bimbo cinese che sfida il gelo per andare a scuola
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Auguri!

Tantissimi auguri da tutto lo staff La Birba con la versione ska di Let it Snow interpretata da Giuliano Palma e la poesia di Gianni Rodari Lo zampognaro!

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe

Leggi tutta la poesia e guarda il videl sul blog Alla Birba c'è

Auguri!
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Il Natale del ’46, a m’arcòrd

I nostri speciali auguri con un racconto e una piccola animazione dal sapore antico, buon Natale.

È l’inverno del 1946, uno degli inverni più freddi che si ricordino a memoria d’uomo, un fràdd da gàtt diceva il nonno. Cosa poi c’entrassero i gatti col freddo Pippi non lo aveva mai capito. Fuori la neve è caduta abbondante, è ancora buio, ma la luce diffusa dalla coltre bianca rischiara il gelido mattino. Pippi è al centro del lettone enorme, in mezzo alle sue sorelle, ha il naso gelato, ma è troppo elettrizzata per restare a letto. Salta giù e corre alla finestra, in punta di piedi prova a guardare fuori. Alita sul vetro per sciogliere lo strato di ghiaccio che si è formato durante la notte, è felice. È la Vigilia di Natale, la vizèglia, un giorno davvero speciale.
Leggi tutta la storia di oggi sul blog Alla Birba c'è

Il Natale del ’46, a m’arcòrd
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È solamente mio

Maria è nella stalla, sola, ha appena partorito, Giuseppe è fuori, aspetta. Gli uomini non possono assistere al parto. Prima di uscire e chiamare il suo sposo Maria vuole rimanere qualche minuto con Gesù, lontani dal mondo. Come se là fuori non ci fosse nessun destino, loro due e null’altro.
Sarà suo solo per questa notte, la prima e l’ultima.

Dal racconto di Erri de Luca In nome della madre

Fino alla prima luce Ieshu è solamente mio. È solamente mio: voglio cantare una canzone con queste tre parole e basta.

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È solamente mio
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L’Omino di Marzapane

L’Omino Pan di Zenzero o di Marzapane anche se non è una fiaba propriamente natalizia viene associata al Natale poiché il protagonista, un dolcetto animato, è il biscotto tipico della tradizione anglosassone preparato, per le festività natalizie, con un impasto aromatizzato con cannella, chiodi di garofano, noce moscata e molto zenzero. Le origini degli omini pan zenzero sono piuttosto incerte. Secondo una leggenda, il primo esemplare sarebbe apparso alla corte inglese della regina Elisabetta I.

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L’Omino di Marzapane
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Il solstizio e l’Inverno di Vivaldi

Il primo giorno d’inverno è arrivato e l’inizio della nuova stagione è sancito dal solstizio, dal sole fermo; solstitium è infatti una parola latina che indica una “fermata” del Sole, una apparente “pausa” nel cammino che la stella sembra compiere nella volta celeste. Quella di oggi sarà la notte più lunga dell’anno, durerà infatti 14 ore e 53 minuti mentre il sole farà capolino per appena 9 ore e 7 minuti, l’atteso solstizio d’inverno cade oggi, 21 dicembre, alle 17,28 e da domani inizia la rinascita del nuovo sole, l’astro capace di vincere le tenebre. Il solstizio d’inverno in realtà non è proprio un giorno ma il momento nel quale il Sole, nel suo moto apparente, raggiunge la posizione più a Sud dall’equatore celeste, da questo momento in poi il Sole comincerà a “risalire” verso l’equatore celeste e le ore di luce aumenteranno gradualmente fino a raggiungere il culmine fra sei mesi, nel solstizio d’estate.

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Il solstizio e l’Inverno di Vivaldi
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Gli gnomi di Natale dei fratelli Grimm

“Forse è arrivato proprio il momento di mettere le fiabe per iscritto; coloro che devono tramandarle, infatti, si fanno sempre più rari”

Sono le parole tratte dalla prefazione dell’antologia Fiabe del focolare (Kinder – und Hausmärchen), la famosa raccolta di favole dei fratelli Grimm, pubblicata per la prima volta il 20 dicembre 1812. Durante i primi anni dell’Ottocento, Jacob e Wilhelm Grimm, grazie al loro lavoro di studiosi e bibliotecari, dedicarono molto tempo alla ricerca e alla trascrizione dei miti e delle leggende della tradizione germanica.

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Gli gnomi di Natale dei fratelli Grimm
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Simon’s Cat e l’Albero di Natale

È bellissimo per le feste preparare tutta la casa con gli addobbi, l’Albero di Natale e il Presepe, purché in casa non ci sia un peloso, in quel caso le cose si complicano. Simon Tofield, il creatore inglese della serie Simon’s Cat che di gatti ne ha 4, non perde occasione per disegnare e animare quello che osserva accadere intorno a lui.

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Simon’s Cat e l’Albero di Natale
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Canto di Natale di Charles Dickens

Tra il 17 e il 19 dicembre del 1843 Charles Dickens pubblica il romanzo A Christmas CarolCanto di Natale, il commovente racconto dell’avido e spilorcio Mr. Scrooge che incontrando gli spiriti del Natale capisce di aver vissuto una vita inutile e decide di cambiare.

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Canto di Natale di Charles Dickens
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Chi erano i Magi e come ritrovarono la stella perduta?

Non erano re, ma probabilmente dei sacerdoti sapienti che sapevano leggere il cielo e quella che seguirono non era una cometa. La cometa infatti è un’invenzione di Giotto che, dopo aver assistito al passaggio della cometa di Halley nel 1301, ne rimane colpito al punto tale da dipingerla nell’affresco Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni.

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Chi erano i Magi e come ritrovarono la stella perduta?
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Le cartoline di Natale

Già nel XV secolo c’era l’usanza di inviare auguri per il nuovo anno: in Germania si usavano le Figure Votive, delle cartoline dove solitamente era disegnato Gesù Bambino in cui compariva la scritta Un anno radioso, mentre nei Paesi Bassi erano diffusi i Santini, una sorta di cartoline raffiguranti San Nicola. Di vere e proprie cartoline d’auguri natalizie si può parlare a partire dal XVIII secolo, quando era diffusa l’usanza dei cosiddetti pezzi natalizi, dei lunghi pezzi di carta dove gli alunni scrivevano messaggi d’auguri natalizi e di fine anno, indirizzati ai propri genitori allo scopo di dimostrare i loro progressi nella calligrafia.
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Le cartoline di Natale
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L’Albero di Natale, dagli antichi Greci ad Andersen

Da dove nasce l’usanza di decorare l’Albero di Natale? Come sempre accade, le tradizioni arrivano da molto lontano, i primi ad utilizzare l’abete decorato furono i Celti che durante la celebrazione del Solstizio d’Inverno erano soliti adornare con piccoli frutti questi alberi sempreverdi per auspicare il ritorno del Sole. Anche i romani, durante le Calende di Gennaio, erano soliti regalarsi rametti di piante sempreverdi in segno di buon augurio.
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L’Albero di Natale, dagli antichi Greci ad Andersen
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La leggenda del Pupazzo di Neve

Lo chiamano Pupazzo di Neve, Frost o Snowman, ma questo omino ghiacciato da dove viene?
La sua storia nasce da molto lontano, Bob Eckstein ha addirittura scritto un libro su di lui, The History of the Snowman, in cui racconta le sue origini. Il primo ritratto documentato risale al 1380, trovato in un antico Libro delle Ore e ora custodito in una biblioteca dell’Aia. Il Pupazzo appare in diverse stampe del Cinquecento, prima di essere celebrato da Hans Christian Andersen nel racconto pubblicato il 2 marzo 1861 in cui L’uomo di neve si innamora perdutamente di una stufa e finisce liquefatto da un vento caldo.
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La leggenda del Pupazzo di Neve
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La Stella di Natale: dagli Aztechi ai giorni nostri

L’Euphorbia pulcherrima cresce spontaneamente in America centrale e può raggiungere un’altezza di oltre 5 metri. In Messico la pianta era associata al Natale già dal XVI secolo ed i suoi fiori Flores de Noche Buena – Fiori della Notte Santa – sono presenti in varie leggende anche molto antiche.
Gli Aztechi la chiamavano Cuetlaxochitl – fiore di pelle – la utilizzavano come pianta decorativa per abbellire i loro templi e la adoravano come simbolo di vita nuova. La pianta veniva apprezzata anche per le sue molteplici proprietà, il suo pigmento rosso era utilizzato per tessuti e cosmetici; mentre la sua linfa lattiginosa veniva lavorata per produrre un preparato antipiretico.
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La Stella di Natale: dagli Aztechi ai giorni nostri
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Un sorriso di Natale con la pecora Shaun

Cosa succede in una tranquilla fattoria inglese se una pecora si accorge che l’amato fattore è triste e sconsolato all’idea di passare il Natale solo e con le lucine bruciate del suo misero alberello?
Non resta che guardare il tenero e a tratti esilarante episodio We Wish Ewe A Merry Christmas di Shaun and Sheep, il geniale cartone animato britannico di Nick Park realizzato in stop-motion e nato come spin-off di Wallace e Gromit.
Leggi tutto e gua il video di oggi 12 gennaio nel CALENDARIO D'AVVENTO

Un sorriso di Natale con la pecora Shaun
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Il Natale nel mondo: i Caganer spagnoli e i demoni tedeschi

Il Natale si festeggia in tutto il mondo, o quasi, ma ogni Paese ha riti e tradizioni diverse. Ecco un piccolo viaggio alla scoperta delle curiosità del Natale.

Inghilterra
Nel Regno Unito tra le usanze del Natale c’è quella dei Christmas Crackers, cilindri di carta colorata, attorcigliati alle estremità come una caramella. Ogni persona incrocia le braccia, con la mano destra tiene il cracker, e con la sinistra tira quello del vicino. Il cracker fa un botto e salta fuori il contenuto che di solito è uno scherzo da leggere a tavola, un piccolo gingillo e una corona di carta.

Islanda
Secondo una leggenda islandese un mostruoso gatto di Natale divora chiunque non sia attrezzato per il freddo clima invernale, ecco perché gli islandesi sono abituati a regalare per Natale pesanti capi d’abbigliamento.

Continua il viaggio alla scoperta delle curiosità del Natale nel CALENDARIO D'AVVENTO

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La Natività perduta di Caravaggio

Sono passati 46 anni dalla notte in cui avvenne il furto.
Era il 17 ottobre del 1969 e nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo venne trafugata la Natività di Caravaggio. Di quest’opera erano rimaste soltanto le magnifiche fotografie di Enzo Brai, scattate poco prima del furto, con le quali il fotografo aveva documentato meticolosamente tutte le fasi del restauro.
Il furto, commissionato dalla mafia, aveva reso la città di Palermo orfana di un’opera straordinaria, strappata dall’altare della chiesa da mani inesperte, arrotolata in fretta, danneggiata e, forse, persa per sempre. Le testimonianze incongruenti e imprecise dei vari pentiti, ne hanno delineato un destino incerto e misterioso.

Leggi tutta la storia di oggi 10 dicembre nel CALENDARIO D'AVVENTO

La Natività perduta di Caravaggio
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Sì, Virginia, Babbo Natale esiste!

Sul New York Sun del 21 settembre 1897, viene pubblicato “Is There a Santa Claus?”, l’editoriale destinato a diventare il più famoso della storia, tradotto in oltre 20 lingue. Nell’articolo compare la frase “Yes, Virginia, there is a Santa Claus” (“Sì Virginia, Babbo Natale esiste”) divenuta negli anni l’essenza stessa del clima natalizio americano.
Virginia è una bimba di otto anni, ha dei dubbi sull’esistenza di Babbo Natale, i suoi amici dicono che non esiste e il padre le suggerisce di chiederlo al New York Sun, sostenendo che se lo dice il Sun, allora è vero.
Così la piccola prende carta e penna e scrive al giornale.

Leggi tutta la lettera di oggi 9 dicembre nel CALENDARIO D'AVVENTO 

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste!
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Costruisci il tuo Presepe!

L’Immacolata è un giorno speciale per chi decide di festeggiare il Natale con le decorazioni tradizionaliÈ infatti un’usanza tipica quella di decorare l’albero di Natale e di fare il presepe proprio l’8 dicembre. Si approfitta del giorno di festa per prendere gli addobbi e le statuine dalla soffitta ed entrare ufficialmente nell’atmosfera natalizia.

Ecco il Presepe da costruire firmato La Birba. Clicca sui link sfondo presepe e figure da ritagliare e salva le immagini sul desktop del tuo computer. Ora puoi aprirle e stamparle su un cartoncino rigido o incollarle su un cartone. Ritaglia le figure lungo la linea tratteggiata e piega le basi in modo da farle stare dritte. Le figure senza base puoi incollarle al cielo e alla capanna!

Guarda la sorpresa di oggi nel blog Alla Birba c'è

Costruisci il tuo Presepe!
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Le campane e Ringing of the Bells dei Muppets

In un passato nemmeno troppo lontano le campane, oltre a suonare a festa e a richiamare i fedeli alle cerimonie religiose, avevano anche una funzione pratica. La vita quotidiana era regolata dal sorgere e dal calare del sole ed erano proprio i rintocchi delle campane a scandire i ritmi dello scorrere del tempo. I campanili svettavano sulle abitazioni permettendo al suono delle campane di arrivare su tutto il territorio, pochissimi avevano l’orologio e per chi lavorava lontano da casa gli unici segnali che potevano dare la cognizione del tempo erano la posizione del sole e i rintocchi delle campane. Fino alla fine del secolo XIX, sul fare del giorno subito dopo l’alba, suonava la campana mattutina che dava la sveglia e ricordava di recitare l’Angelus. Alla fine della giornata lavorativa, quanto il sole cominciava a calare, il suono della campana suggeriva di lasciare il lavoro e mettersi in cammino verso casa. Le campane aveva anche una funzione di allerta, in caso di pericolo imminente, come calamità naturali o incendi. Leggi tutto e guarda il video nel blog Alla Birba c'è

Le campane e Ringing of the Bells dei Muppets
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Perché si usa l’Agrifoglio per le decorazioni di Natale?

L'agrifoglio è una pianta sempreverde, appartiene alla famiglia delle aquifoliaceae ed è comunemente conosciuto con il nome di pungitopo maggiore. In fitoterapia il suo fiore è considerato il simbolo dell’amore incondizionato e universale, capace di placare odio, gelosia e invidia. È una pianta dioica: gli organi riproduttivi maschili e femminili non si trovano sulla stessa pianta. Per far in modo che la pianta femminile produca i caratteristici frutti rossi è quindi indispensabile la presenza di una pianta maschile. Leggi tutto sul blogo Alla Birba c'è

Perché si usa l’Agrifoglio per le decorazioni di Natale?
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Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso

La piccola renna Rudolph nasce a New York nel 1938 dalla penna dello scrittore Robert Lewis May. Si tratta di una fiaba rivoluzionaria per l’America razzista e perbenista dell’epoca, è la prima volta infatti che la letteratura per l’infanzia affronta il tema della discriminazione sociale. Rudolph è una piccola renna con un enorme naso rosso che viene derisa ed emarginata dalle altre renne almeno finché Babbo Natale non trova per lei un impiego straordinario.
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Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso
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La leggenda del Piccolo Tamburino

La leggenda narra di un piccolo tamburino. È la notte di Natale ed i pastori, avvertiti dagli Angeli, si apprestano a far visita ad un Re appena nato. Ognuno porta un dono, tranne un piccolo pastorello che non possiede null’altro che il suo tamburo. Quando arriva alla grotta però non trova un Re coperto d’oro, ma un bambino piccolo, appena nato, povero come  lui che piange dal freddo. Il tamburino si guarda nelle tasche ma non ha davvero niente da donargli. Si avvicina alla grotta e decide di suonare il suo tamburo. Il bimbo smette di piangere e sulle note della musica si addormenta. Maria benedice il piccolo suonatore e lo ricompensa con la promessa di essere per sempre accanto a Gesù nel Presepe.

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La leggenda del Piccolo Tamburino
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La Tregua di Natale

Nei giorni che precedettero il Natale 1914 in varie zone del fronte occidentale della Prima Guerra mondiale, si registrarono una serie di cessate il fuoco spontanei che culminarono nella Tregua di Natale. I soldati delle truppe tedesche e britanniche schierati sui lati opposti del fronte, smisero di sparare e presero a scambiarsi auguri, tabacco, fotografie, bottoni e canti di Natale. Gli eventi della tregua furono riportati dai giornali solo un mese dopo. A partire dalla metà di gennaio 1915 i tabloid pubblicarono fotografie e racconti dei soldati tratti dalle lettere inviate alle famiglie.

Il tuo caro fratello Tom

Nel 2014, in occasione del centenario della Grande Guerra, la catena di supermercati inglese Sainsbury’s ha realizzato un cortometraggio pubblicitario dedicato proprio alla Tregua di Natale.

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La Tregua di Natale
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Da dove viene Santa Claus?

Il lungo viaggio di Santa Claus comincia davvero da molto lontano.

Tutto ha inizio quando al vescovo Nicola viene l’idea di portare dei doni alla gente per spiegare chi fosse Gesù; nel Medioevo viene proclamato Santo e nell’iconografia dell’epoca raffigurato con le vesti rosse dei vescovi.

Scopri da dove viene Santa Claus sul blog Alla Birba c'è

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Un dono d'avvento

Ecco il consueto Calendario dell’Avvento firmato La Birba, nuovo, colorato e pieno di curiosità, un modo per dedicare qualche minuto a noi e ai nostri bambini…

Il tempo scorre veloce e ostinato, sommerso da mille cose da fare, sotto montagne di problemi da risolvere o da stirare. A volte manca anche la voglia di fermarsi un attimo e assaporare il gusto dell’attesa.

Scopri il dono d'avvento di oggi 1° dicembre sul blog Alla Birba c'è

Un dono d'avvento
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Richiedi LA BIRBA Vip Card

La Vip Card è la tessera esclusiva La Birba dedicata a te che ti permette di usufruire di promozioni e iniziative (riservate ai soli possessori della card) che verranno via via proposte in tutti i negozi del circuito La Birba.

Per ottenere la tua Vip Card clicca sul link richiedi vip card e compila il form oppure vieni alla Birba e richiedila direttamente.
Tramite e-mail verrai avvisato tempestivamente ogni volta che presenteremo un’iniziativa promozionale riservata ai nostri clienti VIP.

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Qual è l’origine del Black Friday

Il venerdì nero conosciuto come il Black Friday è una consuetudine importata dagli USA. In America l’ultimo giovedì di novembre si festeggia il Giorno del ringraziamento – in segno di gratitudine verso Dio per quanto ricevuto durante l’anno trascorso – e il venerdì nero cade proprio all’indomani del Ringraziamento ed è il giorno in cui, secondo una tradizione consolidatasi negli anni Sessanta, i negozianti americani propongono sconti speciali dando il via allo shopping natalizio.
Ma da dove nasce il termine Black Friday?

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Qual è l’origine del Black Friday
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L’inizio della scuola e le mamme imperfette

primi giorni di scuola. Un ricordo nitido. Il momento dell’attesa, l’arrivo dell’autunno, i buoni propositi, l’acquisto dei libri, il diario da personalizzare, la sera con la mamma passata a rivestire le copertine con le plastiche trasparenti in rotolo. Quel desiderio di perfezione, di ordine, di un nuovo inizio, con serietà e precisione, facendo tutto nei tempi giusti, seguendo le lezioni e studiando a casa, sempre, non solo prima di un compito. L’entusiasmo dura una settimana, poi pian piano cala, si torna alla normalità, e nuovamente la scuola si trasforma in una rincorsa, in notti insonni passate a studiare per un interrogazione, nei 4 che fioccavano e nel recupero della media.
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L’inizio della scuola e le mamme imperfette
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A 94 anni costruisce una piscina per i bambini del vicinato

Dopo la morte della moglie non sopportava più la solitudine e il silenzio della sua casa così Keith Davison, 94 anni, ha cercato un modo per contrastare la sua tristezza. L’uomo, un giudice in pensione, ha deciso di costruire una grande piscina nel giardino della sua casa di Morris, in Minnesota, per accogliere tutti i bambini del quartiere e permettere a voci, risate e grida di riempire quel vuoto.
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A 94 anni costruisce una piscina per i bambini del vicinato
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Martedì 12 settembre - 19° Compleanno LA BIRBA

Ai possessori della Birba Vip Card in occasione del compleanno La Birba regala uno sconto del 10% su tutti gli articoli non in promozione (articoli autunno/inverno, attrezzature e giochi).
Se ancora non ti sei iscritto al circuito Birba Vip Card fallo subito a questo link
Oppure richiedila direttamente nel tuo negozio La Birba di riferimento.
La promozione è valida nella sola giornata di martedì 12 settembre nei negozi La Birba aderenti all'iniziativa (leggi tutto e vedi elenco)

Martedì 12 settembre - 19° Compleanno LA BIRBA
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No, io non c’ero al concerto di Vasco

Eh già… io non c’ero al CONCERTO di Vasco.
O meglio non ero tra i 220.000 paganti.

Ho vivo il ricordo di un suo concerto visto a fine anni ’80 a Modena che ho sempre considerato il più emozionante mai visto (e di concerti anche grandiosi ne ho visti una cifra). Ma no, per Modenapark non ho preso il biglietto. L’ho sempre ascoltato – a Modena siamo tutti cresciuti a pane e Vasco – ma non sono una fan sfegatata. Mi è simpatico e gli voglio bene, questo sì, ovvio.
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No, io non c’ero al concerto di Vasco
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No, Vasco non mi piace

No, Vasco non mi piace. Non andrò al concerto né mi commuoverò davanti ai pixel sgranati di un maxi schermo (cioè, io domenica ero a Firenze a vedere i System of a Down, per dire). Oddio, qualche canzone mi piace, ma non ho mai comprato un suo CD, né piratato tracce mp3. Niente, io ascolto altro. Poi vabbè, in questi giorni, tutti ne parlano, si sentono canzoni sue ovunque e sì le canticchio, conosco la melodia… Sì, anche perché a 15 anni prendi in mano la chitarra per la prima volta e diventi rossa se qualcuno ti guarda. Oppure fai la prima vacanza senza genitori con le tue amiche, in quel di Montemolino (che ci abitano in due), e diventi quella che se ne frega e ai giudizi degli altri non fai neanche una piega. 
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Buona leggerezza a tutti: ce n’è davvero bisogno

Se hai il concerto di Vasco sotto casa ed è il giorno del grande evento, lo sai che presto sarà tutto finito. Domani ci saranno quelli “che grande casino ch’è c’è stato”. Solo che una parte lo dirà con gli occhi grandi di chi ha visto la Storia nel suo irripetibile splendore. Gli altri invece lo faranno con cenno della testa, come per dire “l’avevo detto io che non poteva funzionare… “. Tutti, comunque, non potranno fare a meno di ricordare l’estate in cui Vasco ha portato a Modena duecento ventimila anime in cerca di guai. Più i curiosi. 
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: soundcheck

Se hai il concerto di Vasco sotto casa e se ti sei collegato tra le 15:00 e le 15:03 di venerdì 23 giugno, allora sei uno dei cinquecento residenti che hanno visto le prove generali, ieri sera.
Un mix di variabili niente male. Come incontrare uno che ti regala un biglietto della lotteria perché di punto in bianco ha deciso di mollare tutto per vivere in povertà e la sera scopri che quello è proprio il biglietto vincente. Qualcosa del genere.
A me è capitato e non solo a me, anche alla mia dolcissima metà. Quindi siamo doppiamente fortunati (non gufate, non è che ci vada sempre così).
Quindi, ieri siamo usciti, abbiamo fatto la nostra passeggiata a piedi e ci siamo gustati il concertone in versione di prova (ve l’ho già chiesto, non gufate…)
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: la friggitrice

e hai il concerto di Vasco sotto casa, lo sai che gli spari, lì sotto, stanno per iniziare.
Il volume delle prove è andato crescendo, il percorso per mettere in fila gli invasori si sta snodando intorno al parco. Insomma, ci siamo. Mi sembra che in giro siano scomparsi anche i musi lunghi, magia degli effetti luminosi.
Da queste parti siamo tutti carichi come molle in vista delle prove generali. Ce n’è solo una che non demorde e brontola tutto il giorno.
La mia vicina.
La mia vicina si affaccia tutta alterata e chiede: “È andata via anche da te, vero?” Manca il soggetto, sottigliezze. “La luce: è andata via anche da te?”
No.
“Ma come no, controlla bene. Il concerto di quello là ha fatto saltare tutto”.

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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: gli esami e Mondrian

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, assisti tutti i giorni a uno scontro epocale: apocalittici contro integrati.
Chi è contrario al concerto di Vasco non è solo contrario, tira giù una serie di iellate circostanze che potrebbero accadere: caro Muzza, vai con gli scongiuri. Decidi tu quali, ma non lesinare.
Sì, certo, il periodo è quello che è, ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma forse il sabato pomeriggio al Grandemilia non è che sei più al sicuro, caro presidente della Coop, prendi esempio dal Muzza: scongiuri.
Comunque, i più alterati di tutti non sono gli oppositori politici, non sono i fan di Liga e nemmeno quelli come me, che si beccheranno l’onda d’urto delle casse. I più fuori di testa sono i lettori di Orizzonte Scuola.
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: Mameli

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, può capitare che lasci Modena per un fine settimana fuori. Un po’ ti dispiace salutare il palco che hai visto crescere, tubo dopo tubo, ma parti.
Ti lasci alle spalle la terra dei motori, ma anche quella dove nasce la musica, tutta la musica: dalla lirica al rock. Ma ti arriva notizia che Vasco ha rinunciato a fare le prove, proprio la sera che non ci sei, e la vena della malinconia ti si riapre. Che caro, Vasco…
Telefoni al signor Franco, militare in pensione e ancora grande stratega, che ti conferma: tutto vero.
“Il signor Rossi Vasco, contrariamente al suo solito, non ha presenziato il Parco Ferrari alle ore venti e zero zero.” Pausa e sospiro ben calibrato, a sottolineare la drammaticità del momento. “Inoltre, signor Ivan… sono previsti temporali nelle prossime ventuno ore”.
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: la cuocera

Se hai il concerto di Vasco sotto casa e per giunta hai dichiarato urbi et orbi di disporre anche di in mega terrazzo, è ovvio che qualcuno si propone: “Ivan, non è che ci sarebbe un posto…”

Ora, a parte gli amici che se non sono stati ufficialmente invitati possono venire anche all’ultimo momento, si stanno verificando situazioni imbarazzanti: ex compagni di scuola modenesi, ex commilitoni conosciuti sotto la naja, grandi amici di mia sorella. La cosa è strana perchè non mi è capitato di frequentare le scuole a Modena, ho eroicamente saltato il servizio militare a piè pari e ho solo fantastici fratelli maschi.
A questo punto è meglio che metta in chiaro una cosina: un po’ me la sono tirata. Cioè, la storia del concerto sotto casa, il terrazzone… tutto vero. La verità, però, è che la mia casa è in una posizione un po’ defilata, con un palazzo di tre piani proprio davanti.
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: l’invito

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, lo sai che ogni giorno ne accade una. Te ne stai tranquillo a giracchiare sul mondo parallelo di facebook ed ecco la notizia che ti cambia la giornata: Vasco apre le prove generali ai residenti delle zone vicine al parco. Per scusarsi del disturbo e tu lo sai che è merito tuo. Tutti i giorni a scrivere: “Dai Vasco, passa a prendere un caffè, mettici una pezza, guarda che qui la gente brontola…” E lui, troppo impegnato in questo periodo, risponde: “Ma vieni tu da me, dai che ci si diverte un poco”.
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: vigilantes

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, lo sai che gli altri si sono dati da fare per tempo. È una questione di sicurezza.
Cammini per strada e vedi un tipo con ray ban aviator e cappellino nero che fa finta di nulla. Nessun dubbio, è un vigilantes di condominio venuto a studiare il terreno. I vigilantes sono la novità di questo inizio estate, uno a ogni crocicchio.
Provo a immaginare la scena. Duecentoventimila più i curiosi in cerca del senso della vita (“anche se questa vita, un senso non ce l’ha”) sciamano lungo la via Emilia sotto il controllo di una lunga fila di occhiali a goccia. Qualcosa non mi convince.
E poi ho fatto la scelta di abitare in un condominio pop. A me piace il mio condominio pop, ti pare che ci mettiamo ad assoldare un vigilantes…
“Signor Ivan. Non possiamo far finta di nulla.” Mi dice il signor Franco, militare in pensione. “Ci dobbiamo organizzare”.
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: terrazzo in affitto

Se hai il concerto di Vasco sotto casa e, per giunta, hai anche un terrazzo di trenta metri quadri prima o poi due calcoli li fai.
Soprattutto la mattina, quando esci fuori a prendere un caffè con la brezza che sta lì lì per lasciare Modena. E mentre ti gusti il risveglio, a piccoli sorsi, mentre ti sembra che la città non possa mai superare un certo livello di decibel, il cervello si mette in modalità matematica.
Vediamo, quanto ingombra un corpo umano…
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: i vicini

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, sai che tutti intorno a te sono impazziti. C’è una remota possibilità che il pazzo sia tu e che tutti gli altri abbiano ragione, ma prima di abbattere l’autostima, meglio vedere cosa combinano.
Il signor Franco, il vicino militare in pensione, sa per certo che sul tetto del nostro palazzo si piazzeranno i tiratori scelti e non potremo utilizzare i telefonini per non interferire con le comunicazioni dei reparti speciali.
Per Yong, che di professione vende il mondo a prezzi politici, nessuno è obbligato a chiudere il negozio, il giorno del concerto.
“Mica è Capodanno”.
A parte che a Capodanno eri aperto e pure a Natale e Ferragosto, ma non è che durante le feste il Parco Ferrari viene preso d’assalto da duecentoventimila vascofili più i curiosi. Abbi pazienza…
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa: i vigili

Se hai il concerto di Vasco sotto casa, può capitare che un amico ti avverta del pericolo. “Ivan, informati. Guarda che sei nella zona rossa.”
Ora, sapere di essere nella zona rossa – anche solo per il concerto di Vasco – non fa piacere a nessuno. Le due parole prese singolarmente non si presentano male. “Zona” a me ricorda Johan Cruyff e il calcio totale. “Rossa” è l’Emilia, per eccellenza.
Zona rossa, tutto insieme, mi fa brutto.
Quindi, che fare? E se avesse ragione il mio amico?
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Il trucchetto dei cinque elastici: per essere una mamma felice

Shauna Harvey è una mamma come tante e come tante spesso perde la pazienza con i suoi bimbi. Stanca di essere sempre di cattivo umore, di lamentarsi e di arrabbiarsi anche per cose di poco conto ha deciso di cambiare. Le sue reazioni non aiutavano né lei né i suoi bimbi così si è inventata un trucchetto e ha postato su Facebook il suo metodo per combattere lo stress.
Il suo post originale sta facendo il giro del mondo!

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Il trucchetto dei cinque elastici: per essere una mamma felice
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In auto senza seggiolini? I bimbi rischiano la vita

Chi trasporta bambini in auto senza seggiolino mette a rischio la loro vita ed è responsabile di quello che potrebbe capitare in caso di incidente. Cosa cambia con la nuova normativa?
Lasciare un bambino libero di scorrazzare in auto, permettergli di liberarsi dal seggiolino quando vuole, legarlo per comodità solo con la cintura di sicurezza anziché farlo sedere su un sistema di ritenuta studiato e collaudato appositamente per loro, è come decidere di fargli attraversare da solo una strada trafficata. Lo fareste? Sicuramente no. Eppure quando si tratta di bambini in auto, sono molte le persone che prendono la sicurezza alla leggera. Lo dimostrano i dati: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i bambini tra 1 e 14 anni. Leggi tutto l'articolo sul Alla Birba c'è

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Le mamme polacche che allattano per difendere gli alberi

Il 1° gennaio in Polonia è entrata in vigore una legge che consente ai proprietari di abbattere alberi sui propri terreni, senza dover richiedere permessi, autorizzazioni e senza l’obbligo di piantare nuovi esemplari. Così dall’inizio dell’anno la sede di Greenpeace nazionale ha cominciato a ricevere decine di segnalazioni di abbattimenti su tutto il suolo polacco. I cittadini si sono dimostrati molto preoccupati denunciando inoltre la violazione della norma, che prevede il divieto di costruire sulle aree deforestate, aggirata attraverso rapidi passaggi di proprietà tra proprietari e costruttori edili. Così da Cracovia è partita un’ondata di protesta che si è via via diffusa in tutto il Paese: decine di mamme si sono fatte fotografare sedute sui tronchi e accanto agli alberi appena tagliati mentre allattano, con il pancione o semplicemente in compagnia dei loro bambini.
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Sconto bimbi educati: se fanno i bravi, il conto all’enoteca è più basso

Antonio Ferrari è il proprietario dell’omonima enoteca di via Umberto I a Padova che domenica ha fatto lo «sconto bimbi educati» (nero su bianco sullo scontrino) di 13 euro ai suoi clienti e ha deciso di postarlo su Facebook. Sei adulti e cinque bambini che hanno pranzato educatamente. Finito di mangiare, mentre i grandi continuavano a degustare i vini, i bimbi hanno passato il tempo tranquilli a fare le tabelline e a colorare i fogli che si erano portati da casa. L’idea al ristoratore è venuta dopo un viaggio in America «L’ho copiata da un locale di Miami dove sono stato pochi mesi fa. Ero lì in vacanza, si può sempre imparare qualcosa di nuovo. Mi piacque molto e domenica sono riuscito a metterla in atto anche nella mia enoteca».
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10 segreti del metodo educativo danese per crescere bimbi felici

Da oltre 40 anni la Danimarca domina il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite, tanto da diventare oggetto di studi sociologici. Dopo tredici anni di ricerca e collaborazione, Iben Sandahl, psicologa, e Jessica Joelle Alexander, giornalista americana sposata con un danese, hanno scoperto il vero segreto della felicità del piccolo Paese del nord e lo svelano attraverso un manuale rivoluzionario: Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni edito da Newton Compton Editori Sembra che alla base dell’appagamento ci sia il modo in cui genitori e figli si relazionano tra di loro, l’empatia e la capacità degli adulti di offrire strumenti e istruzioni senza porre ultimatum ai piccoli.  Ecco un piccolo estratto sul blog Alla Birba c'è

10 segreti del metodo educativo danese per crescere bimbi felici
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Il ristorante più piccolo del mondo è a misura di topino!

Se vi capita di passeggiare per la città svedese di Malmö, assicuratevi di fare attenzione anche ai piccoli dettagli. Camminando nel quartiere di Möllevången basterà abbassare lo sguardo per notare qualcosa di davvero straordinario: due minuscoli negozi – una panetteria e un ristorante di cracker e formaggio – a misura di topino. Si tratta di un’installazione del collettivo artistico Anonymouse MMX che con un gioco di parole declina in topolinese il celebre marchio, e il nome, del fenomeno di attivismo web denominato Anonymous.

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Trasporto dei bambini in auto: cosa cambia nel 2017?

Nulla. Per chi trasporta bambini in automobile non cambia niente perché non ci sono modifiche al codice della strada. Quindi per i bambini al di sotto di un metro e mezzo di altezza o il compimento del dodicesimo anno, trasportati, valgono le stesse regole del 2016: devono utilizzare un seggiolino o altro sistema omologato ECE.

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Auguri!

Tantissimi auguri da tutto lo staff La Birba con una dolcissima poesia di Mariangela Gualtieri e la bellissima Jingle Bells di Michael Bublé Feat. The Puppini Sisters

Sarà santo l’asino
santo sarà il bue
per tanta visione
del mistero abbagliato?

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A m’arcòrd. Il Natale del ’46 e la notte silenziosa

I nostri speciali auguri con un racconto dal sapore antico e il video di Silent Night.

È l’inverno del 1946, uno degli inverni più freddi che si ricordino a memoria d’uomo, un fràdd da gàtt diceva il nonno. Cosa poi c’entrassero i gatti col freddo Pippi non lo aveva mai capito. Fuori la neve è caduta abbondante, è ancora buio, ma la luce diffusa dalla coltre bianca rischiara il gelido mattino. Pippi è al centro del lettone enorme, in mezzo alle sue sorelle, ha il naso gelato, ma è troppo elettrizzata per restare a letto. Salta giù e corre alla finestra, in punta di piedi prova a guardare fuori. Alita sul vetro per sciogliere lo strato di ghiaccio che si è formato durante la notte, è felice. È la Vigilia di Natale, la vizèglia, un giorno davvero speciale.

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È solamente mio

Maria è nella stalla, sola, ha appena partorito, Giuseppe è fuori, aspetta. Gli uomini non possono assistere al parto. Prima di uscire e chiamare il suo sposo Maria vuole rimanere qualche minuto con Gesù, lontani dal mondo. Come se là fuori non ci fosse nessun destino, loro due e null’altro.
Sarà suo solo per questa notte, la prima e l’ultima.

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È solamente mio
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L’Omino di Marzapane

L’Omino Pan di Zenzero o di Marzapane anche se non è una fiaba propriamente natalizia viene associata al Natale poiché il protagonista, un dolcetto animato, è il biscotto tipico della tradizione anglosassone preparato, per le festività natalizie, con un impasto aromatizzato con cannella, chiodi di garofano, noce moscata e molto zenzero. Le origini degli omini pan zenzero sono piuttosto incerte. Secondo una leggenda, il primo esemplare sarebbe apparso alla corte inglese della regina Elisabetta I.

Leggi tutta la storia di oggi 22 dicembre nel CALENDARIO D'AVVENTO e costruisci la tua casetta dell'omino di marzapane.

L’Omino di Marzapane
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Il solstizio e l’Inverno di Vivaldi

Il primo giorno d’inverno è arrivato e l’inizio della nuova stagione è sancito dal solstizio, dal sole fermo; solstitium è infatti una parola latina che indica una “fermata” del Sole, una apparente “pausa” nel cammino che la stella sembra compiere nella volta celeste. Quella di oggi sarà la notte più lunga dell’anno, durerà infatti 14 ore e 55 minuti mentre il sole farà capolino per appena 9 ore e 5 minuti, l’atteso solstizio d’inverno cade oggi, 21 dicembre, alle 11,44 e da domani inizia la rinascita del nuovo sole, l’astro capace di vincere le tenebre.

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Il solstizio e l’Inverno di Vivaldi
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Gli gnomi di Natale dei fratelli Grimm

“Forse è arrivato proprio il momento di mettere le fiabe per iscritto; coloro che devono tramandarle, infatti, si fanno sempre più rari”
Sono le parole tratte dalla prefazione dell’antologia Fiabe del focolare (Kinder – und Hausmärchen), la famosa raccolta di favole dei fratelli Grimm, pubblicata per la prima volta il 20 dicembre 1812. Durante i primi anni dell’Ottocento, Jacob e Wilhelm Grimm, grazie al loro lavoro di studiosi e bibliotecari, dedicarono molto tempo alla ricerca e alla trascrizione dei miti e delle leggende della tradizione germanica.

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Gli gnomi di Natale dei fratelli Grimm
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Simon’s Cat e l’Albero di Natale

È bellissimo per le feste preparare tutta la casa con gli addobbi, l’Albero di Natale e il Presepe, purché in casa non ci sia un peloso, in quel caso le cose si complicano. Simon Tofield, il creatore inglese della serie Simon’s Cat che di gatti ne ha 4, non perde occasione per disegnare e animare quello che osserva accadere intorno a lui.

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Simon’s Cat e l’Albero di Natale
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Canto di Natale di Charles Dickens

Tra il 17 e il 19 dicembre del 1843 Charles Dickens pubblica il romanzo A Christmas CarolCanto di Natale, il commovente racconto dell’avido e spilorcio Mr. Scrooge che incontrando gli spiriti del Natale capisce di aver vissuto una vita inutile e decide di cambiare.

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Canto di Natale di Charles Dickens
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Chi erano i Magi e come ritrovarono la stella perduta?

Non erano re, ma probabilmente dei sacerdoti sapienti che sapevano leggere il cielo e quella che seguirono non era una cometa. La cometa infatti è un’invenzione di Giotto che, dopo aver assistito al passaggio della cometa di Halley nel 1301, ne rimane colpito al punto tale da dipingerla nell’affresco Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni.

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Chi erano i Magi e come ritrovarono la stella perduta?
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Un sorriso di Natale con la pecora Shaun

Cosa succede in una tranquilla fattoria inglese se una pecora si accorge che l’amato fattore è triste e sconsolato all’idea di passare il Natale solo e con le lucine bruciate del suo misero alberello?
Non resta che guardare il tenero e a tratti esilarante episodio We Wish Ewe A Merry Christmas di Shaun and Sheep, il geniale cartone animato britannico di Nick Park realizzato in stop-motion e nato come spin-off di Wallace e Gromit.

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Un sorriso di Natale con la pecora Shaun
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Babbo Natale esiste, vive nel Tennesse e ha esaudito l’ultimo desiderio di un bimbo di 5 anni

Si chiama Eric Schmitt-Matzen vive a Knoxville nel Tennessee e sembra davvero Babbo Natale. Porta in giro i suoi 130 chili con leggerezza e la sua barba è talmente bella, morbida e curata che ha vinto il concorso per la barba più bella dell’anno. Nonostante sia incredibilmente nato il 6 dicembre (il giorno in cui in America si festeggia San Nicola – Santa Claus), è un ingegnere meccanico che veste i panni di Babbo Natale almeno 80 volte all’anno e anche quando non è vestito di rosso indossa le sue immancabili bretelle. Normalmente il suo compito è molto divertente, ma quello che gli è capitato alcune settimane fa è un’eccezione.

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Babbo Natale esiste, vive nel Tennesse e ha esaudito l’ultimo desiderio di un bimbo di 5 anni
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La leggenda del Pupazzo di Neve

Lo chiamano Pupazzo di Neve, Frost o Snowman, ma questo omino ghiacciato da dove viene?
La sua storia nasce da molto lontano, Bob Eckstein ha addirittura scritto un libro su di lui, The History of the Snowman, in cui racconta le sue origini. Il primo ritratto documentato risale al 1380, trovato in un antico Libro delle Ore e ora custodito in una biblioteca dell’Aia. Il Pupazzo appare poi in diverse stampe del Cinquecento, prima di essere celebrato da Hans Christian Andersen nel racconto pubblicato il 2 marzo 1861 in cui L’uomo di neve si innamora perdutamente di una stufa e finisce liquefatto da un vento caldo.

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La leggenda del Pupazzo di Neve
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Maria e il falegname di Nazareth

Il falegname e il bambino, una scena di vita quotidiana, apparentemente semplice. Un uomo che lavora il legno e un bambino che illumina la stanza con una candela, un momento di lavoro come tanti, se non fosse che i soggetti ritratti da Georges de La Tour sono San Giuseppe e Gesù

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Maria e il falegname di Nazareth
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Jack Skeletron spiega il Natale

“È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra,
in un posto che forse nei sogni si rimembra,
la storia che voi udire potrete,
si svolse nel mondo delle feste più liete.
Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste.
Se così non è, direi… che cominciare dovreste!”

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Il Natale nel mondo e la speciale Feliz Navidad di Michael Bublé

Il Natale si festeggia in tutto il mondo, o quasi, ma ogni Paese ha riti e tradizioni diverse. Ecco un piccolo viaggio alla scoperta delle curiosità del Natale.

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Il Natale nel mondo e la speciale Feliz Navidad di Michael Bublé
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Gabriel’s Message, l’Annunciazione di Sting

Gabriel’s Message è un antico canto popolare di origine basca, tratto da una carola medioevale e tradotto in inglese nel 1800 dall’eccentrico sacerdote britannico Sabine Baring-Gould. Il brano racconta dell’incontro tra Maria e l’Angelo Gabriele, leggero come un battito d’ali e con lo sguardo ardente, il messaggero di Dio incontra la Vergine, poco più che bambina, poiché lei è la prescelta per essere la madre di Cristo.

La versione di Sting, registrata nel 1987 per il progetto A Very Special Christmas, è forse capace di evocare quell’atmosfera mistica e carica di tensione che permeava la stanza di Maria durante l’incontro.

Guarda il video di oggi 8 dicembre nel CALENDARIO D'AVVENTO

Gabriel’s Message, l’Annunciazione di Sting
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I Muppets in una esilarante interpretazione di Ringing of the Bells

Ringing of the Bells, noto anche come Carol of the Bells, è un classico del repertorio di canzoni natalizie, ve lo proponiamo reinterpretato dai tre cantanti ufficiali dei Muppets: Beaker, Animal e lo Chef svedese!

I tre Muppets in questione sono impegnati in una sessione musicale che, ovviamente, sarà condita dallo humor col quale sono soliti affrontare ogni cosa.

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I Muppets in una esilarante interpretazione di Ringing of the Bells
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E così è Natale, e tu cosa hai fatto?

Un video quasi sconosciuto degli U2 che, giovanissimi, eseguono dal vivo negli studi di un network dublinese una struggente interpretazione di Happy Xmas (War is Over).
John Lennon e Yoko Ono scrivono il brano nel 1971 e, prendendo spunto da un vecchio pezzo folk, compongono un vero e proprio inno alla pace tra gli uomini e all’amore, per protestare contro la sanguinosa guerra in Vietnam.
L’ex Beatles scrive Happy Xmas (War is Over) all’inizio degli anni settanta, la band irlandese la esegue nel 1988 e ascoltandola oggi continua a risuonare la stessa domanda: così è arrivato il Natale e tu cosa hai fatto?

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E così è Natale, e tu cosa hai fatto?
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Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso

La piccola renna Rudolph nasce a New York nel 1938 dalla penna dello scrittore Robert Lewis May. Si tratta di una fiaba rivoluzionaria per l’America razzista e perbenista dell’epoca, è la prima volta infatti che la letteratura per l’infanzia affronta il tema della discriminazione sociale. Rudolph è una piccola renna con un enorme naso rosso che viene derisa ed emarginata dalle altre renne almeno finché Babbo Natale non trova per lei un impiego straordinario. Sono molte le leggende che ruotano intorno alla nascita del personaggio di Rudolph, di fatto come spesso accade, lo scopo della fiaba era far vendere.

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Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso
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Da dove viene Santa Claus?

l lungo viaggio di Santa Claus comincia davvero da molto lontano.

Tutto ha inizio quando al vescovo Nicola viene l’idea di portare dei doni alla gente per spiegare chi fosse Gesù; nel Medioevo viene proclamato Santo e nell’iconografia dell’epoca raffigurato con le vesti rosse dei vescovi.
Dall’immagine del Santo cristiano hanno poi preso vita tutte le rappresentazioni di Babbo Natale che ogni Paese interpreterà attingendo alle proprie credenze.

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Da dove viene Santa Claus?
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Vaccini sì o no? Ecco come la pensano 120 medici

In una lettera aperta al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità i medici spiegano la loro posizione moderata.

Il tema dei vaccini è da sempre scottante, negli ultimi giorni ne abbiamo lette di tutti i colori, i pro e i contro vaccino si sono schierati in due fazioni opposte, difendendo il proprio pensiero a suon di estremismi. Fortunatamente esiste anche una posizione intermedia, non ideologica, figlia di un’attenta analisi. È il parere di 120 medici firmatari una lettera indirizzata al presidente dell’Istituto di Sanità Pubblica.

Un parere in controtendenza rispetto alle tante voci pro vaccino che si sono susseguite in queste settimane.

Vaccini sì o no? Ecco come la pensano 120 medici
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Riciclo roba da bimbi: scelta green e non solo

Ecco l'articolo comparso nel blog La stanza di Marlene

Quando è nato Niccolò abbiamo ricevuto in regalo il trio carrozzina-passeggino-ovetto e la culla/lettino dai nonni. Da mia sorella il box e, da madre di tre piccoli pesti, abbiamo riciclato una sdraietta. Da una coppia di amici abbiamo invece riciclato il loro seggiolone [di una nota marca, che comprato aveva un costo davvero spropositato].
Inoltre ho ricevuto talmente tanti abiti in regalò, sia per il periodo invernale, che per quello estivo, che l’anno scorso ho avuto solo il divertimento di comprare quello che mi piaceva, senza averne una reale necessità.

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Riciclo roba da bimbi: scelta green e non solo
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Perchè scegliere oggetti firmati e di marca?

In questi giorni una grande catena di negozi di informatica ed elettrodomestici popone uno spot pubblicitario in cui afferma che “con tutta la tecnologia che c’è da loro si potrebbe coprire la circonferenza della terra”.

Questo claim mi ha fatto pensare molto.

Secondo l’ideatore della campagna pubblicitaria il messaggio è positivo, sottolinea l’ampia offerta di prodotti e la capillarità dei canali di vendita, la conquista del mondo insomma.

Leggi tutto l'articolo sul blog Alla Birba c'è

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Il Resto del Carlino

Sul quotidiano Il Resto del Carlino di Cesena parlano di noi!

La Birba c'è!

Il Resto del Carlino
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La Birba di Ravenna su Romagna mamma

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La Birba protagonista alla sfilata di moda per bambini di Inzago MILANO

Sabato 6 giugno si è svolta a Inzago la splendida sfilata firmata La Birba.
Guarda il video e le le foto della sfilata

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Anche a Cesena è arrivata La Birba, negozio di usato firmato e selezionato per bambini

La Birba di Cesena sul portale Romagna mamma

Anche a Cesena è arrivata La Birba, negozio di usato firmato e selezionato per bambini
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La Birba su Donna Click

E per ultimo, il giorno della Vigilia, quando l’attesa si fa impaziente abbiamo una versione di Jingle Bells molto particolare dove il canto si unisce al ritmo sincopato dei bicchieri; una versione originale realizzata con la tecnica delle cap song di uno dei brani tradizionali più famosi.

La Birba su Donna Click
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Usato per bambini rigorosamente fashion e firmato: arriva il franchising La Birba

Su donnaclick.it un bell'articolo dove parlano di noi!

"Se siete alla ricerca di shop di usato per bambini che sia anche fashion e firmato , allora, il franchising La Birba vi piacerà da morire. Abiti, giochi, accessori e tanto ancora potranno essere venduti e cquistati a prezzi davvero convenienti."

Usato per bambini rigorosamente fashion e firmato: arriva il franchising La Birba
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La Voce di Rovigo

La Voce di Rovigo

Sul sito romagnamamma.it parlano di noi e del cambio stagione per i bambini.  Clicca qui per leggere l'articolo!

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Lunedì 1° settembre2014
Gazzetta dell'adda: La Birba c'è!

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Lo shopping alla Birba si fa anche dalla spiaggia!

Su romagnamamma.it un bell'articolo che parla del Birba shop ed in particolare del negozio affiliato di Ravenna.
Clicca qui per leggere l'articolo.

Lo shopping alla Birba si fa anche dalla spiaggia!
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La Birba su Vivivarese

Su Vivivarese parlano di noi. Clicca qui per leggere l'articolo.

La Birba su Vivivarese
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Il Cittadino di Monza parla di noi

Cittadino di Monza ha dedicato un bell'articolo a Daria, la titolare del negozio La Birba di Brugherio

Il Cittadino di Monza parla di noi
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Il giornale on line dailygreen parla di noi

12 settembre 2013 - La Birba used stuff for kids compie 15 anni.
Leggi l'articolo La Birba festeggia 15 anni di riuso sul giornale on line dailygreen

Abbiamo festeggiato regalando a  tutti i nostri clienti la SHOPPER CELEBRATIVA dei nostri primi 15 anni di attività.

Il giornale on line dailygreen parla di noi
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Su IL PICCOLO di Trieste parlano di noi!

In un bell'articolo sull'usato uscito sul quotidiano Il Piccolo di Trieste si parla della catena di negozi La Birba e viene intervistata Loredana, titolare del punto vendita La Birba di Trieste

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A Rovigo parlano di noi!

Anche i quotidiani IL GAZZETTINO DI ROVIGO e LA VOCE hanno dedicato due articoli alla nuova apertura della Birba di Rovigo

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L'ECO di Bergamo parla di noi

Domenica 19 settembre si è svolta l'inaugurazione del nuovo negozio La Birba di Bergamo. Tantissima gente è passata a trovarci, tutti i bambini si sono divertiti con la musica e i giochi delle due simpatiche animatrici.... TANTI COMPLIMENTI e molte soddisfazioni dopo tanto lavoro di preparazione. Perchè alla base di ogni successo c'è sempre tanto impegno e dedizione... e i risultati si vedono!

Anche l'ECO di BERGAMO giornale locale ha dedicato all'inaugurazione del nuovo negozio affiliato LA BIRBA un ampio e dettagliato articolo che esprime perfettamente la nostra filosofia!

Clicca qui per leggere l'articolo!

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Su GIOVANI GENITORI parlano del negozio La Birba di Pianezza (TO)

Su GENITORI OGGI è' uscito un bellissimo articolo che parla del negozio La Birba di Pianezza e del nostro network clicca qui e leggi l'articolo!

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Flash mob La Birba

Domenica 23 maggio 2010 in piazza pomposa a Modena alle ore 17.30 si è svolto il primo FLASH MOB sponsorizzato da La Birba.

Flash mob La Birba
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Il tempo di Carpi parla di noi!

Anche Il tempo di Carpi parla del nostro flash mob

Il tempo di Carpi parla di noi!
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VIDEO e FOTO del 1° FLASH MOB LA BIRBA

Domenica 23 maggio 2010 nel centro storico di Modena, in piazza Pomposa, si è svolto il
1° flash mob sponsorizzato da LA BIRBA

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Il Resto del Carlino parla di noi

Sul RESTO DEL CARLINO del 17 MARZO 2010 si parla del negozio La Birba used stuff for kids 0-12 di Sassuolo

Il Resto del Carlino parla di noi
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La Gazzetta di Modena parla di noi

Ecco il testo dell'articolo:

E' una scelta, una filosofia di vita - sottolinea Franca Ferrari, titolare del negozio di usato firmato per bambini da zero a dodici anni 'La Birba' in Strada Saliceto Panaro - Molte mamme che vengono da noi - aggiunge - comprano usato anche per una scelta ecologica, consapevoli del fatto che i bambini crescono velocemente, ed è un peccato sia per il portafoglio sia per l'ambiente comprare continuamente abiti nuovi.

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La Birba di Montichiari protagonista di una articolo sul giornale locale!

clicca qui per leggere l'articolo che parla del negozio La Birba used stuff for kids 0-12 di Montichiari (BS) uscito nell'ultima edizione del periodico PAESE MIO!

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