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La fuga – capitolo 6

Monkey accennò ad un sorriso, cioè, non era proprio un sorriso ero solo meno imbronciato del solito. In fondo il gorilla non era così burbero come sembrava…

– È un’idea folle, potrebbe finire malissimo, ma se sei disposto a rischiare possiamo provarci. – disse Monkey – So che c’è un posto qui in città in cui salvano i giocattoli, dicono che ci sia una vecchina che passa il tempo a recuperare giochi persi o rotti, li sistema, li pulisce, li aggiusta e poi trova per loro una nuova sistemazione. Non so se sia in grado di farti ritrovare la tua Bimba Profumata, ma è l’unica possibilità che abbiamo.
Cane di Pezza si lanciò al collo del gorilla, lo abbracciò con tutta la forza aveva.

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La fuga – capitolo 6

– Oh, fermati pupazzo, niente smancerie. Poi placa il tuo entusiasmo è una missione disperata, potresti finire in un guaio peggiore. Qui si rischia la vita.

– Non m’importa, farei qualunque cosa per tornare a casa e non riesco nemmeno ad immaginare un destino peggiore di questo.
– Eh, dovresti vedere là fuori… – borbottò Monkey
– Come facciamo per trovare la vecchina?
– Usiamo lo zaino, quello sarà il nostro mezzo. La vecchina sta proprio vicino alla scatola dove Ragazzo con lo Zaino va a studiare oggi pomeriggio e anche se non è notte inoltrata sarà comunque buio, possiamo rischiare. Devi entrare nella tasca dello zaino e riagganciarmi, io dondolando chiuderò la zip. Quando saremo vicino alla scatola della vecchina ti farò un cenno, dovrai aprire la tasca, buttarti fuori e sperare che ti veda prima di… sì insomma, lei deve vederti. Poi sarai solo e…  e speriamo bene.

Cane di Pezza agganciò Monkey e saltò dentro la tasca, ma era troppo piccola per lui, faceva fatica ad entrare, spinse più che poteva e mentre il gorilla si dimenava per chiudere la cerniera sentirono dei passi avvicinarsi. Ragazzo con lo Zaino stava entrando in camera, dovevano sbrigarsi e la cerniera faticava a chiudersi. Quando il ragazzo si avvicinò alla sedia per prendere la borsa notò che la tasca era chiusa male e che era stranamente rigonfia. Il cuore di Cane di Pezza (perché ne aveva uno anche se era un pupazzo) cominciò a battere forte, sentì la mano che afferrava la zip. No, lo avrebbe scoperto, si schiacciò in fondo alla tasca, si fece piccolo piccolo. Quando ormai sembrava tutto perduto una musica interruppe la mano. Era la suoneria del cellulare, il ragazzo rispose al telefono, si infilò lo zaino e uscì di casa.

Cane di Pezza era quasi morto dalla paura. La tasca era mezza aperta e lui riusciva a vedere fuori, scorgeva anche Monkey che dondolava appeso alla cerniera. Gli voleva bene e anche se lo conosceva da poco era un amico, un vero amico che fra poco avrebbe dovuto abbandonare…

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