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La spedizione – capitolo 11

L’omino dei Lego aveva spiegato a Celestia come stavano le cose. Le aveva detto che lei era un giocattolo e che era anche molto fortunata; Pippi, che non era affatto un nano coi codini, era l’umana migliore che gli potesse capitare in sorte. Era buona e gentile e aveva molta cura dei suoi giocattoli. C’era voluto molto tempo per convincerla che nel suo futuro non ci sarebbe stata nessuna foresta incantata, che non avrebbe fatto sorgere il sole e la luna e che il suo unico compito era rendere felice Pippi.
Celestia era davvero stranita, tutto quello che sapeva era dunque una menzogna? Un inganno? Doversi accontentare di essere un giocattolo era già estremamente imbarazzante, in più gli altri giochi non smettevano di guardarla e ridacchiare tra di loro. Era proprio una brutta giornata per lei!

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La spedizione – capitolo 11

– Adesso basta ridere! Abbiamo un’emergenza da affrontare! – disse in tono perentorio Elsa – C’è un giocattolo perso e non abbiamo la minima idea del luogo in cui si possa trovare adesso. L’unica cosa che sappiamo con certezza è che si è perso nella città dei nonni di Pippi.
– Dobbiamo organizzare quanto prima una spedizione all’esterno!
A sentire queste parole tutti i giocattoli fecero un passo indietro. Lo sanno tutti che per i giocattoli uscire di casa è molto pericoloso, soprattutto durante l’inverno quando pioggia e neve possono rovinare irrimediabilmente i materiali di cui sono fatti. Erano tutti terrorizzati all’idea di dover lasciare la quieta camera di Pippi, per avventurarsi verso l’ignoto. Tutti tranne uno. Si fece avanti timidamente un pupazzo a forma di spugna.
– Posso andare io – disse
– Bene, abbiamo un volontario. Altri?
– Vado io…
Questa volta a parlare era l’Omino dei Lego che nel frattempo si era unito al gruppo.
– Perfetto! – disse Elsa – Come sempre la prima cosa da fare è uscire con Pippi, raccogliere tutte le informazioni possibili e dare l’allarme. Il tam-tam con gli altri giochi è sempre il più efficace – e rivolgendosi a Spongebob e Omino dei Lego – voi nascondetevi nella cartella di Pippi e cercate di mettervi in contatto con i giochi dei suoi amici. Ora ognuno torni al proprio posto che tra poco sorge il sole.

Un istante dopo aver occupato ognuno la sua posizione, la porta della camera si aprì. Entrò il papà di Pippi per svegliare la bimba, come faceva ogni mattina.
– Buongiorno Pippi, la colazione è pronta!

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