Calendario dell'Avvento 2016

Chi erano i Magi e come ritrovarono la stella perduta?

By 17 dicembre 2016 No Comments

Non erano re, ma probabilmente dei sacerdoti sapienti che sapevano leggere il cielo e quella che seguirono non era una cometa. La cometa infatti è un’invenzione di Giotto che, dopo aver assistito al passaggio della cometa di Halley nel 1301, ne rimane colpito al punto tale da dipingerla nell’affresco Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni.
Con ogni probabilità il fenomeno che guida i Magi a Betlemme è una congiunzione Giove-Saturno-Marte che ebbe luogo nel 7 a. C., i tre pianeti abbinati visibili ad oriente, come vuole il vangelo di Matteo, apparivano molto brillanti. E l’errore nel calcolo del calendario commesso nel VI secolo sembra avvalorare la tesi.
I tre pianeti rimasero apparentemente vicini nella zona di cielo della costellazione dei Pesci. Ora, questo evento era sì sotto gli occhi di tutti ma poteva avere qualche preciso significato solo per dei “Magi”, ovvero astronomi-astrologi in grado di prevedere e riconoscere i simboli del cielo e trarne presagi. Quello che videro dunque fu: Giove simbolo della “regalità” e della “divinità”, Saturno il simbolo della “giustizia”, la parte centrale della costellazione dei Pesci che era il simbolo di Israele e notarono che la congiunzione era inizialmente visibile ad Oriente, dove sorge il sole, la luce. Probabilmente il motivo che li fece partire fu infine l’interpretazione di quanto letto nel cielo “Un nuovo Re di giustizia sta nascendo in Israele”.

Secondo Edmond Rostand, l’autore di Cyrano de Bergerac, la sapienza dei Magi pare inutile quando durante il loro lungo viaggio, osservando la volta celeste per scoprire il cammino che li avrebbe condotti a Betlemme, non riescono più a scorgere l’astro celeste che li guida. La stella si nega e la conoscenza non da alcuna risposta, solo un semplice gesto svelerà loro il mistero.

LA STELLA
Edmond Rostand

Perdettero la stella una sera; come è possibile perdere
La stella? Per averla troppo a lungo fissata.
I due re bianchi, ch’eran due sapienti di Caldea,
tracciarono al suolo dei cerchi, col bastone.

Si misero a calcolare, si grattarono il mento.
Ma la stella era svanita come svanisce un’idea,
e quegli uomini, la cui anima aveva sete d’essere guidata,
piansero innalzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
si disse: ” Pensiamo alla sete che non è la nostra.
Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali”.

E mentre sosteneva il suo secchio per l’ansa,
nello specchio di cielo in cui bevevano i cammelli
egli vide la stella d’oro che danzava in silenzio.

L’ÉTOILE
Edmond Rostand

Ils perdirent l’Etoile, un soir; pourquoi perd-on
L’Etoile ? Pour l’avoir parfois trop regardée.
Les deux rois blancs étant des savants de Chaldée,
Tracèrent sur le sol des cercles au bâton.

Ils firent des calculs, grattèrent leur menton.
Mais l’étoile avait fui, comme fuit une idée.
Et ces hommes dont l’âme eut soif d’être guidée
Pleurèrent, en dressant des tentes de coton.

Mais le pauvre Roi noir, méprisé des deux autres
Se dit : ” Pensons aux soifs qui ne sont pas les nôtres,
Il faut donner quand même à boire aux animaux. “

Et, tandis qu’il tenait son seau par son anse,
Dans l’humble rond de ciel où buvaient les chameaux
Il vit l’Etoile d’or, qui dansait en silence.

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Adorazione dei Magi
Giotto, 1303/1305
Affresco
Cappella degli Scrovegni, Padova