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La leggenda del Pupazzo di Neve

Lo chiamano Pupazzo di Neve, Frost o Snowman, ma questo omino ghiacciato da dove viene?
La sua storia nasce da molto lontano, Bob Eckstein ha addirittura scritto un libro su di lui, The History of the Snowman, in cui racconta le sue origini. Il primo ritratto documentato risale al 1380, trovato in un antico Libro delle Ore e ora custodito in una biblioteca dell’Aia. Il Pupazzo appare poi in diverse stampe del Cinquecento, prima di essere celebrato da Hans Christian Andersen nel racconto pubblicato il 2 marzo 1861 in cui L’uomo di neve si innamora perdutamente di una stufa e finisce liquefatto da un vento caldo. Negli anni ’50 l’editoria e la discografia americane rispolverano l’omino di neve e proprio il 14 dicembre 1950 esce Frosty the Snowman, la celebre canzone scritta da Steve Nelson e Jack Rollins e interpretata da Gene Autry (lo stesso che l’anno prima aveva portato al successo la canzone dedicata a Rudolph la renna dal naso rosso) e in contemporanea viene pubblicato l’omonimo libro scritto da Annie Nord Bedford e illustrato da Corinne Malvern. Il pupazzo di neve di Andersen rappresentava il simbolo della forza dell’inverno, era legato al destino delle stagioni, alla nascita e alla morte. Nella fiaba del 1950 la metafora della morte viene eliminata e l’omino di neve anziché sciogliersi per amore, all’arrivo del caldo se ne va per ritornare l’anno successivo.

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La leggenda del Pupazzo di Neve

Frosty è un pupazzo di neve che se ne sta solo soletto in cima ad una collina con il suo naso fatto con un bottone, gli occhi realizzati con due pezzi di carbone ed una vecchia pipa di legno. Un giorno un bambino, solo come lui, esprime il desiderio di avere un amico. Mette sul capo del pupazzo il suo berretto di lana e improvvisamente l’omino di neve prende vita. I due iniziano a giocare e le giornate di solitudine cedono il passo ad un’amicizia allegra e sincera, piena di canti e danze sulla neve. Un giorno il bimbo manca all’appuntamento e così anche il giorno dopo. Preoccupato il pupazzo di neve decide allora di andare a cercarlo giù in città: si munisce di un bastone e si avvia per la vallata, dove un timido sole primaverile si affaccia all’orizzonte. Finalmente Frosty trova il suo amico e conosce altri bambini con cui inizia bellissimi giochi. Ma la primavera è alle porte, la temperatura comincia a salire, la neve si scioglie e l’omino comprende che è tempo di fare ritorno alla sua collina lontana. Saluta i nuovi amici dicendo di non piangere perché il prossimo inverno tornerà a giocare con loro.

La favola rappresenta un esorcismo nei confronti del gelido inverno e un inno all’amicizia e allo spirito dei bambini. Lo stesso spirito che da piccoli ci faceva attendere la fine della nevicata col naso appiccicato al vetro, per poi uscire a costruire il nostro pupazzo di neve: per naso una carota, due bottoni che facevano gli occhi e una sciarpa intorno al collo. E poco importava se veniva un po’ storto, se le sfere non erano proprio tonde, il nostro era il più bello di tutti.

Frosty the Snowman

Frosty the snowman was a jolly happy soul,
With a corncob pipe and a button nose
And two eyes made out of coal.
Frosty the snowman is a fairy tale, they say,
He was made of snow but the children know
How he came to life one day.
There must have been some magic in
That Old top hat they found.
For when they placed it on his head
He began to dance around.
Oh, Frosty the snowman
Was alive as he could be,
And the children say he could laugh and play
Just the same as you and me.
Frosty the snowman was a jolly happy soul,
With a corncob pipe and a button nose
And two eyes made out of coal.
Frosty the snowman is a fairy tale, they say,
He was made of snow but he came to life one day.
There must have been some magic in
That Old top hat they found.
For when they placed it on his head
He began to dance around.
Frosty the snowman
Knew the sun was hot that day,
So he said, “Let’s run
And we’ll have some fun
Now before I melt away.”
Frosty the snowman
Had to hurry on his way,
But he waved goodbye saying,
“Don’t you cry,
I’ll be back again some day.”

Frosty, Il pupazzo di neve

Frosty il pupazzo di neve era un’anima felice e allegra,
Con un bottone per naso e una pannocchia come pipa
E due occhi fatti di carbone.
Dicono che la storia di Frosty sia una favola,
Che era fatto di neve, ma i bambini
Sanno come un giorno prese vita.
Ci deve essere stata un po’ di magia in quel
Vecchio cappello che trovarono
Perché quando glielo misero in testa
Egli cominciò a ballare tutt’intorno.
Oh, Frosty il pupazzo di neve
Aveva preso vita davvero,
E i bambini dicevano che poteva ridere e giocare
Proprio come te e me.
Frosty il pupazzo di neve era un’anima felice e allegra,
Con un bottone per naso e una pannocchia come pipa
E due occhi fatti di carbone.
Dicono che la storia di Frosty sia una favola,
Era fatto di neve, ma un giorno prese vita.
Ci deve essere stato un po’ di magia in quel
Vecchio cappello che trovarono.
Perché quando glielo misero in testa
Egli cominciò a ballare tutt’intorno.
Frosty il pupazzo di neve
Sapeva che il sole era caldo quel giorno,
Così disse, “Corriamo
E potremo divertirci
Ora, prima che io mi sciolga”
Frosty il pupazzo di neve
Dovette affrettare il suo passo,
E mentre salutava diceva,
“Non piangete,
Tornerò ancora un giorno. “

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