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L'Austerity e le domeniche senz'auto

Il 22 novembre 1973 il Consiglio dei ministri discute e approva il programma di austerità che mira ad un drastico contenimento del consumo energetico a causa dello choc petrolifero di quello stesso anno.

L'Austerity e le domeniche senz'auto

Le misure varate comprendono un forte aumento del prezzo dei carburanti, l'obbligo di ridurre la pubblica illuminazione del 40% e di tenere spente insegne e scritte pubblicitarie. Bar e ristoranti devono chiudere entro la mezzanotte, mentre gli spettacoli televisivi e dei locali pubblici si devono concludere entro le 23. La velocità sulle strade viene limitata a 50 km nei centri urbani, 100 km sulle strade extraurbane e 120 km sulle autostrade.

Viene istituito il divieto di circolazione nei giorni festivi dei mezzi motorizzati, velivoli e natanti compresi. Escluse dal divieto le automobili del corpo diplomatico, i mezzi di trasporto pubblico, i veicoli del soccorso sanitario, delle forze armate e di polizia, dei pompieri, dei medici e veterinari, dei servizi postali, dei distributori di stampa quotidiana e dei sacerdoti, questi ultimi solo all'interno del territorio comunale di residenza.
La contravvenzione per i trasgressori al divieto di circolazione festivo prevede la multa da Lire 100.000 a 1.000.000, cifra assai ingente per l'epoca, oltre all'immediato sequestro del veicolo.

Per sottolineare la severità della norma, il 23 novembre venne diramata una circolare del ministero dei Trasporti a tutti i corpi di polizia per precisare che sono assoggettate al divieto anche le automobili delle massime autorità, comprese quelle dei ministri e persino del Presidente della Repubblica. Tali autorità, in caso di indifferibili necessità di servizio nei giorni festivi, possono muoversi solo su mezzi di trasporto pubblico o dotati di targa militare.