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Pippi e cane di Pezza - capitolo 1

C’era un monte enorme, attraversato da un binario lunghissimo e un treno rosso e una carrozza e uno scompartimento. Pippi sedeva sul suo seggiolino, con le gambe penzoloni e gli occhi che si chiudevano. Ci provava a tenerli aperti, ma era davvero difficile. Cane di Pezza era lì con lei, stretto tra le sue mani. Di quello che accadde poco dopo non so dire molto, so solo che l’uomo la prese in braccio, lei, il suo Cane e lo zainetto da viaggio, scesero dal treno e quando Pippi aprì gli occhi Cane di Pezza era sparito. Scomparso.

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Pippi e cane di Pezza - capitolo 1

– Papà, l’avevo qui con me! – i suoi occhi assonnati si stavano riempiendo di lacrime.
– Torniamo sul binario, forse ti è caduto lì –

Niente. Di Cane di Pezza non c’era traccia.

Entrarono in un ufficio pieno stipato di roba di ogni tipo, c’erano valigie, cappelli, giacche, libri e una dentiera, sì, c’era anche una dentiera sullo scaffale. L’Uomo col Capello disse di passare dopo qualche giorno, magari qualcuno lo avrebbe portato lì.
Pippi era così triste che non riusciva a dire niente, pensava a tutte le cose che non le piacevano. Non le piacevano i cavoli, non le piacevano i compiti, non le piaceva il maglione di lana rosa e da oggi non le piaceva più il treno e la stazione e l’Uomo col Cappello degli oggetti Smarriti.

E Cane di Pezza era sparito.

Come aveva potuto perderlo? Non avrebbe mai dovuto addormentarsi, non avrebbe mai dovuto perderlo di vista. Come quando papà aveva detto che era sporco e che era ora di lavarlo. Lei si era piantata davanti alla lavatrice e non aveva smesso un minuto di osservare l’oblò girare, e il suo pupazzo che appariva e scompariva.
Aveva paura che finisse perso, come i calzini. Papà diceva sempre che quando mettevi i calzini in lavatrice, ne mettevi due e ne usciva uno, l’altro non si sapeva che fine avesse fatto. Così lei aveva deciso di fare la guardia, nessuna lavatrice al mondo avrebbe mai fatto sparire un pupazzo con lei di vedetta.

Anche la lavatrice non le piaceva.

Sì, perché quando Cane di Pezza uscì dalla lavatrice, non sapeva più di buono. Aveva un odore strano, no non era puzza, ma non era il suo profumo e ci vollero un sacco di giorni prima tornasse a sapere di buono.

Ecco, quello che le mancava di più quella notte, era il profumo di Cane di Pezza, che lei poteva sentire anche con gli occhi chiusi. Lo metteva di fianco a lei, con la testa sul cuscino e con una mano lo abbracciava.

C’era un paese, un quartiere tranquillo, una casa con l’altalena in giardino, una cameretta rosa, un letto troppo grande, un cuscino vuoto e una bimba triste.

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