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11 dicembre: il mistero della Natività di Caravaggio

Il 17 ottobre del 1969 a Palermo venne rubata la Natività di Caravaggio. Il quadro era appena stato restaurato e di quest’opera rimasero soltanto le fotografie scattate poco prima del furto. Qualcuno l’aveva strappata dall’altare della chiesa, arrotolata in fretta, danneggiata e, probabilmente, portata via per sempre.

Ma dal 2015, grazie ad un miracolo tecnologico, è possibile ammirare proprio nell’oratorio di San Lorenzo, la fedelissima riproduzione dell’opera, realizzata utilizzando tecniche di stampa innovative.
La Natività di Caravaggio è inserita nella lista delle dieci opere d’arte più ricercate dalla polizia di tutto il mondo.

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11 dicembre: il mistero della Natività di Caravaggio

Nell’opera Caravaggio raffigura i Santi, la Madonna e lo stesso Gesù con i volti dei poveri, degli emarginati, della gente comune. Caravaggio sconvolge la pittura tradizionale, ritraendo i personaggi in atteggiamenti naturali, rende umano il Divino. Ecco che la natività di Caravaggio assume il significato rivoluzionario del messaggio di Cristo, il Dio che si fa uomo, povero tra i poveri, emarginato tra gli ultimi.

Non sappiamo cos’abbiano pensato gli uomini che hanno rubato il dipinto, né se avessero la percezione di cosa stavano rubando. Forse, però, se Caravaggio li avesse incontrati, li avrebbe accompagnati nel suo studio, li avrebbe illuminati con quella luce radente che ha fatto la grandezza delle sue opere e li avrebbe ritratti. Ne avrebbe dipinto i volti scarni e rugosi, donando loro un pezzetto di eternità.

Sai chi era Caravaggio?
Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, nacque a Milano nel 1571. A soli 13 anni iniziò a dipingere nella bottega di un importante pittore. Era considerato scandaloso per la sua epoca perché al contrario degli altri artisti, disegnava le cose vere, così come le vedeva. Quando un pittore rinascimentale doveva dipingere una Madonna, ad esempio, usava una modella, ma l’immagine che ne derivava non era il ritratto della donna reale, in carne e ossa, ma un’immagine idealizzata, perfetta.

La realtà disegnata da Caravaggio invece appariva uguale a come lui la vedeva. I modelli e le modelle che dipingeva erano gente del popolo, persone povere, ladri e cortigiane. E lui li rappresentava esattamente come erano, con le rughe, le unghie sporche e i vestiti logori.
Erano così veri da sembrare quasi fotografie. Pensa che c’è un quadro che si chiama La Madonna dei Pellegrini in cui ha dipinto le persone inginocchiate con i piedi scalzi tutti sporchi.

Spesso quindi le opere di Caravaggio erano giudicate troppo strane, ma lui non voleva stupire, era interessato a rappresentare la realtà nel miglior modo possibile.

Nei suoi dipinti poi utilizzava anche una luce molto particolare, che creava grande contrasto con le ombre.
Caravaggio non si lasciò intimidire dalle critiche dell’epoca e grazie alla sua idea rivoluzionaria di pittura è considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

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