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17 dicembre: Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso

Lassù nel lontano Nord, dove le notti sono più scure e lunghe e la neve è più bianca, là abitano le renne. Ogni anno Babbo Natale si reca in quel luogo per cercare gli animali più forti e più veloci per trasportare nell’aria la sua enorme slitta.Devi sapere che qualche tempo fa da quelle parti viveva una famiglia con cinque piccoli. Il più giovane si chiamava Rudolph ed era un piccolo particolarmente vivace e curioso: infilava il suo naso dappertutto! Ed era un naso veramente particolare! Quando il suo piccolo cuore di renna batteva un po’ più forte, il naso diventava rosso come il sole incandescente prima del tramonto.

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17 dicembre: Rudolph, la vera storia della renna dal naso rosso

Anche se era allegro o arrabbiato, il naso si illuminava e così Rudolph era diventato lo zimbello delle altre renne che lo avevano soprannominato “Rudolph con il naso rosso”. I giorni nel lontano Nord diventarono più corti e come ogni anno annunciavano la visita imminente di Babbo Natale che avrebbe scelto le renne migliori per trainare la slitta carica di doni. In tutte le famiglie le renne giovani e forti si facevano belle. Le loro pellicce venivano a lungo strigliate e spazzolate fino a che non rilucevano del colore del rame, le corna venivano pulite con la neve finché non risplendevano alla fioca luce dell’inverno. E finalmente arrivò il momento. Le renne impazienti si radunarono, tra di loro c’era anche Rudolph, e Babbo Natale atterrò con la sua slitta trainata da Donner, il suo fedele capo renna.

Babbo Natale si mise subito al lavoro e cominciò ad esaminare ogni animale borbottando parole incomprensibili sotto la sua barba bianca. Quando finalmente arrivò il turno di Rudolph, il suo naso diventò così rosso e luminoso per l’agitazione che Babbo Natale scosse la testa e disse: “Sei grande e robusto, ma purtroppo non posso sceglierti. I bambini vedendo il tuo nasone potrebbero spaventarsi”.
La tristezza ed il dolore di Rudolph non avevano limiti, corse più veloce che poteva e sparì nel bosco. I giorni passavano, il Natale si avvicinava e tutti erano così occupati con i preparativi per le feste natalizie, che nessuno fece caso alla mancanza di Rudolph e al tempo che, giorno dopo giorno, andava peggiorando. Due giorni prima di Natale, Babbo Natale alzò lo sguardo al cielo e sospirò: “Come potrò trovare la strada per arrivare alle case dei bambini?”. La neve e la nebbia erano così fitte che Babbo Natale riusciva a vedere a malapena le sue mani. Quella notte non riuscì a dormire. Così indossò il mantello, gli stivali e il cappello, attaccò Donner alla slitta e uscì. Ad un tratto si accorse di una piccola luce rossa che illuminava il bosco, scese a vedere di cosa si trattasse e riconobbe il giovane Rudolph e il suo nasone.

“Ciao Rudolph” – disse – “il tuo naso è proprio quello di cui ho bisogno. Questa sera tu sarai davanti a tutte le renne e ci mostrerai la strada per raggiungere i bambini”. Il naso di Rudolph diventò talmente luminoso per l’emozione che rischiarò tutto il bosco e la piccola renna divenne il capo slitta di Babbo Natale! E dal giorno successivo venne festeggiato da tutte le renne e non fu mai più deriso da nessuno!

Così nel lontano nord qualcuno deve aver visto visto Babbo Natale ed i suoi aiutanti festeggiare e deve averlo raccontato, altrimenti nessuno avrebbe mai conosciuto questa storia.

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