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25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

By 25 Novembre 2020 Gennaio 21st, 2021 No Comments

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La data è simbolica ed è stata scelta per ricordare un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana. Le rivoluzionarie sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, furono torturate, massacrate e strangolate poiché si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo. Uccise barbaramente a causa della loro dissidenza.

Le cose da quel lontano 1960 sono cambiate?

L’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 istituisce la giornata contro la violenza sulle donne, la cui matrice ancora oggi può essere ricondotta alla disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. La stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini.

I dati dell’Onu rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona. Il rapporto sottolinea anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne. Nel mondo solo 119 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 125 sulle molestie a sfondo sessuale. Nella ricerca dell’Onu si evidenzia come la discriminazione in ambito lavorativo tra uomini e donne sia ancora una realtà. I tassi di disoccupazione rimangono più elevati per le lavoratrici, e le donne occupate a tempo pieno nella maggior parte dei Paesi hanno uno stipendio che va dal 70% al 90% in meno di quello dei colleghi maschi.

In Italia, secondo i dati Istat di giugno 2015, quasi 7 milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale. Si tratta del 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni, una su tre.

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Per combattere il fenomeno sono fondamentali i Centri Antiviolenza, ma l’utilizzo dei fondi stanziati dal governo per tali strutture di protezione delle donne vittime non risulta sempre chiaro. Solo alcune amministrazioni locali fanno sapere in modo chiaro e trasparente come stanno utilizzando i fondi, per altre amministrazioni, i dati sono frammentari e non esaustivi.

In Italia non mancano le leggi per combattere la violenza contro le donne, serve però una vera rivoluzione culturale, a partire dalle scuole. Per costruire una nuova cultura servono modelli, leggi, educazione, protezione. Oggi c’è una maggiore presa di coscienza femminile, ma molta violenza rimane nascosta, non segnalata per paura o scarsa consapevolezza. La violenza domestica è molto più diffusa di quanto si pensi. Resta nella sfera privata in gran parte invisibile e spesso non è denunciata”.

Con la Legge n. 107 di luglio 2015, è stata introdotta la previsione dell’educazione alla parità tra i sessi nelle scuole di ogni ordine e grado. Ci auguriamo che la promozione nei programmi scolastici dell’educazione alle relazioni non discriminatorie e del rispetto delle differenze di genere sia la svolta decisiva per combattere definitivamente la violenza sulle donne.