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Canto di Natale di Charles Dickens

Calendario d'Avvento - 18 dicembre

Tra il 17 e il 19 dicembre del 1843 Charles Dickens pubblica il romanzo A Christmas CarolCanto di Natale, il commovente racconto dell’avido e spilorcio Mr. Scrooge che incontrando gli spiriti del Natale capisce di aver vissuto una vita inutile e decide di cambiare.

Scrooge rappresenta quella parte di società così arida e indifferente agli altri che Dickens per descriverlo usa queste parole: “l’estate non gli dava calore, il rigido inverno non lo assiderava. Non c’era vento più aspro di lui, non c’era neve che cadesse più fitta, non c’era pioggia più inesorabile. Il cattivo tempo non sapeva da che parte pigliarlo.”
Un uomo più cattivo del cattivo tempo che attraverso l’incontro fantastico con gli spettri riesce a scoprire la sua bontà d’animo.

Nel racconto Dickens, oltre a criticare una società capace di esasperare e sfruttare i più deboli, delinea molti dei concetti che fanno ancora parte delle tradizioni natalizie attuali: il Natale in famiglia, l’aiuto ai bisognosi, il pranzo, i regali, i canti e i biglietti d’auguri; inaugurando, di fatto, il festeggiamento moderno del Natale, quello in cui siamo, o dovremmo essere, un po’ più buoni.

Ecco il video della canzone God Bless Us Everyone, Dio ci benedirà, di Alan Silvestri interpretata da Andrea Bocelli. Il brano è tratto dalla colonna sonora del film A Christmas Carol  diretto da Robert Zemeckis, l’adattamento cinematografico del 2009 del racconto di Charles Dickens.

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Canto di Natale di Charles Dickens

Canto di Natale
di Charles Dickens

“(…) Lo Spirito era immobile sempre.
Scrooge si trascinò a quella volta, tremando; e seguendo il dito, lesse sulla pietra della tomba negletta il proprio nome: EBENEZER SCROOGE.
– Son io, io quell’uomo che giaceva sul letto? – gridò cadendo in ginocchio.
Il dito accennò dalla tomba a lui e da lui alla tomba.
– No, Spirito! Oh no, no! –
Il dito non si muoveva.
– Spirito! – gridò egli abbracciandosi alla sua veste, – ascoltami! Io non son più lo stesso uomo di prima. Io non sarò l’uomo che sarei stato, se non t’avessi seguito. Perché mostrarmi tutto questo, se per me non c’è più speranza? –
Per la prima volta la mano parve agitarsi.
– Buono Spirito, – egli proseguì, sempre prostrato – tu ti commuovi perché sei buono, tu hai pietà di me. Dimmi, assicurami ch’io posso ancora, mutando vita, cambiare queste scene che m’hai mostrate! –
La mano tremò di nuovo in atto di conforto.
– Io onorerò sempre Natale nel cuore, io ne serberò il culto tutto l’anno. Vivrò nel passato, nel presente e nell’avvenire. Mi parleranno dentro tutti e tre gli Spiriti. Non mi scorderò delle loro lezioni. Oh, dimmi, dimmi che mi sarà dato cancellare lo scritto di questa pietra! –
Afferrò, nell’angoscia che lo straziava, la mano dello Spirito. Questi cercò divincolarsi dalla stretta, ma Scrooge pregava e teneva forte. Lo Spirito, più forte di lui, lo respinse.
Alzando le mani in una estrema preghiera di veder mutato il suo fato, egli notò una trasformazione nella veste e nel cappuccio del Fantasma. Lo Spirito si strinse in sé, si rannicchiò, si rassodò, divenne una colonna di letto. (…)”

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