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5 dicembre: una lettera di Babbo Natale (o quasi)

By 5 Dicembre 2025No Comments

Avere come papà un famoso scrittore alle volte è una vera fortuna, ti può capitare infatti di ricevere una curiosa lettera da Babbo Natale! È quel che è accaduto alla piccola Susie la mattina di Natale del 1875. L’autore della lettera è Mark Twain che, durante le festività natalizie, pare fosse solito aiutare Babbo Natale nelle consegne dei regali…

Cara Susie Clemens,
ho ricevuto e letto tutte le lettere che tu e la tua sorellina, tramite vostra mamma e le tate, mi avete scritto. Ho letto anche quelle scritte di vostro pugno e senza usare l’alfabeto dei grandi, ma scegliendo quello che tutti i bambini in ogni parte del mondo e perfino sulle stelle lucenti preferiscono. E visto che, qui sulla luna, mi scrivono solo bambini che utilizzano proprio quell’alfabeto, non è stato per nulla difficile leggere i vostri fantasiosi scarabocchi.

Con le lettere che avete dettato alla mamma e alle tate, invece, ho avuto alcune difficoltà visto che, essendo straniero, non riesco a capire bene l’inglese. Ma vedrai che non ho commesso errori con i vostri regali: ho consegnato personalmente ogni cosa, scendendo dal camino a mezzanotte, quando voi dormivate e vi ho baciate entrambe perché siete due bimbe buone ed educate, tra le più obbedienti che io abbia mai conosciuto.

Nelle lettere che avete dettato, ho trovato delle parole che non conoscevo e non sono riuscito a soddisfare alcuni dei vostri desideri perché, ahimè, avevo finito ciò che mi veniva richiesto. La nostra ultima cucina per bambole l’abbiamo regalata a una bambina molto povera lassù in alto, sulla Stella Polare, nel gelido regno sopra il Grande Carro. La mamma può indicarti quella stella e così tu potrai dire: «Fiocco di Neve» (perché questo è il nome della bambina) «sono felice che tu abbia ricevuto quella cucina al posto mio perché ne avevi più bisogno di me».
Nella lettera scritta dalla mamma ho trovato un paio di parole difficili. Ti riferivi per caso a «un baule pieno di vestiti per bambole», è così?

Verrò a bussare alla porta della cucina verso le nove di questa mattina per verificare: non devo vedere e parlare con nessuno, se non con te. Quando suonerà il campanello, George dovrà essere bendato e mandato ad aprire la porta per poi ritornare, insieme al cuoco, in sala da pranzo o nel ripostiglio dove sono custodite le porcellane. Devi dire a George di camminare in punta di piedi, senza parlare, altrimenti un giorno morirà. Poi, tu andrai nella tua stanza e, in piedi su una sedia o sul letto della tata, appoggerai l’orecchio al condotto che arriva in cucina e quando io ci fischierò dentro, tu parlerai nel tubo, dicendo «Benvenuto Babbo Natale!». Ti chiederò se era proprio un baule ciò che desideravi: se la tua risposta sarà sì, mi dirai di che colore lo vuoi.

Mi indicherai anche tutti gli oggetti che vorresti ci siano all’interno del baule. Quando dirò «Ciao e buon Natale alla mia piccola Susie Clemens» tu risponderai «Ciao, buon vecchio Babbo Natale. Ti ringrazio moltissimo».

Poi scenderai nella biblioteca, farai chiudere a George tutte le porte che danno sull’ingresso principale e tutti rimarranno in silenzio per un po’. Andrò sulla luna, prenderò quelle cose e in pochi minuti scenderò di nuovo dal camino che si trova all’ingresso, se è proprio un baule ciò che vuoi, perché non posso calare un baule giù dal camino della camera dei bambini.

La gente potrà parlare, se lo vuole, fino a quando non sentirà i miei passi all’ingresso: allora dirai loro di stare zitti, finché non sarò risalito attraverso il camino. Forse però non sentirai i miei passi, perciò ogni tanto potrai andare a sbirciare dalle porte della sala da pranzo e alla fine vedrai quello che desideri, sotto il pianoforte in salotto dove lo avrò messo.

Se lascerò un po’ di neve all’ingresso, devi dire a George di spazzarla nel caminetto perché io non avrò tempo di farlo. Però non dovrà usare una scopa ma uno straccio, altrimenti un giorno morirà. Controlla George per evitare che corra dei rischi. Se i miei stivali lasceranno una macchia sul marmo del pavimento, George non la dovrà strofinare via. Lasciatela lì, come segno della mia visita e tutte le volte che la guarderai o la farai vedere ricordati di essere una brava bambina.

Arrivederci, ma solo per pochi minuti, fino a quando verrò sulla Terra e suonerò il campanello della cucina.

Il tuo caro Babbo Natale
Chiamato, qualche volta, l’Uomo sulla Luna.

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